PAS una buona strada ma ormai ignorata. Lettera

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Inviata da Salvo Rosmini – Sono un insegnante precario con oltre 36 mesi di insegnamento. È da mesi che esiste uno scontro, forse senza precedenti, tra docenti precari insieme ai sindacati, contro il ministero.

Da un lato, le preoccupazioni per il futuro, incerto dei precari terrorizzati di vedere il loro futuro appeso al risultato di un quiz. Dall’altro campo, le preoccupazioni di un governo insieme a tanti docenti di ruolo ( ex precari) che reclamano un giusto metodo di reclutamento a tempo indeterminato.

Ma alla luce di ciò emerge, che certe strade ben collaudate e accettate da entrambi i lati per anni, sono state scartate nelle politiche degli ultimi mesi creando dei malesseri, che inevitabilmente, si stanno riperquotendo nella qualità dell’insegnamento. In quanto, è inevitabile, che certe preoccupazioni il docente le porta in aula.

E allora mi chiedo: ma perché non ri-valutare il PAS per coloro che hanno più di 36 mesi di servizio? È uno strumento che prevede un importante tirocinio ed esame finale, come è stato sempre fatto. E nessuno si è mai lamentato.

Mi sembra, che ancora un volta, emerge, nel nostro Paese, che certe cose quando vanno troppo bene, devono essere combattute, perché c’è sempre qualcuno che deve complicare le cose, creando attriti e tensioni, ma soprattutto, per interessi economici e di partito.

Spero che prevalga il buon senso, tenendo conto, su una situazione attuale, paragonabile ad un conflitto bellico.

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