PAS, Pacifico (Anief): basta illudere precari, proposta sindacati non risolve

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L’idea è stata lanciata dai sindacati che hanno preso parte, ieri, al tavolo tecnico sui precari, avviato al Ministero dell’Istruzione per affrontare il nodo della stabilizzazione di oltre 100 mila precari, a partire dai tanti che hanno svolto oltre 36 mesi di supplenze svolte, anche non continuative, e che in base alla Direttiva europea 70/1999/CE andrebbero invece immessi in ruolo in modo automatico.

LA PROPOSTA

Secondo i sindacati proponenti, scrive Orizzonte Scuola, “il vantaggio per i docenti precari sarebbe quello di poter partecipare per due regioni: quella del concorso ordinario e quella della procedura straordinaria. Il percorso abilitante dovrebbe essere organizzato dalle Università in collaborazione con le scuole. L’abilitazione conseguita con il percorso permetterebbe di essere inseriti nelle graduatorie, utilizzabili per il ruolo”. Ora, la proposta dei sindacati “dovrà essere adesso illustrata al ministro Bussetti e al premier Conte: quest’ultimo infatti ha firmato l’Intesa del 24 aprile”, è dunque responsabile di come l’accordo si tradurrà e non è scontato che l’approvi.

LA POSIZIONE DEL SINDACATO AUTONOMO

Anief rigetta questa doppia possibilità, perché non sarebbe risolutiva e lascerebbe fuori dai ruoli tantissimi precari storici con oltre tre anni di servizio svolto. A fronte di quasi 200mila supplenze annuali, perché tante se ne assegneranno a settembre, non è possibile pensare di avviare dei percorsi selettivi, che lascerebbero fuori decine di migliaia di aspiranti al ruolo, né di produrre delle nuove ulteriori graduatorie che durerebbero decine di anni.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ANIEF

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “in passato si è già percorsa questa strada, ma poi molti tra i precari che hanno partecipato ai concorsi riservati ai docenti abilitati non ha avuto alcuna assunzione, sia perché i posti in organico di diritto non corrispondono ai posti vacanti, e per questo continuiamo a chiedere di cancellare definitivamente l’organico di fatto, sia perché tra coloro che hanno vinto quei concorsi aspettano ancora una cattedra e per alcuni ci vorranno quarant’anni o forse più.

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