PAS e concorso straordinario, possibili attriti tra Governo e Sindacati. Infrazione Italia per eccesso di supplenze

di Anselmo Penna
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Nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro tra sindacati e Ministero per fare il punto sulla situazione dei precari storici e le misure straordinarie per risolvere la criticità.

Decreto urgente in via di definizione

Oggi, il Sottosegretario De Cristofaro ci ha confermato che al Ministero si sta lavorando alacremente per pubblicare in tempi stretti un decreto che affronti la questione precariato.

Sul tavolo un Percorso Abilitante Speciale, un concorso straordinario e una riserva di posti per il concorso ordinario che potrebbe arrivare anche al 50%. L’accesso sarà riservato ai docenti con 3 anni di servizio negli ultimi 8 anni.

Il problema, però, riguarda le modalità di accesso al PAS e le prove del concorso straordinario. Il Sottosegretario, infatti, in una intervista pubblicata questa mattina dalla nostra redazione, afferma con chiarezza che i docenti dovranno essere selezionati per merito e anzianità di servizio.

La posizione del sindacati

I sindacati, auditi la scorsa settimana, hanno mantenuto le loro posizioni che vogliono quale unico criterio per accesso al PAS quello del servizio, lasciando alla selezione delle Università e all’esame finale del percorso abilitante la selezione.

Sufficiente? Secondo alcuni sì, secondo altri sarebbe necessaria una maggiore severità nell’accesso al percorso, magari con una prove selettiva.

Nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro, Sindacati e Ministero dovranno nuovamente confrontarsi. Quale sarà la reazione dei Sindacati in caso di test selettivo per accedere al PAS? E soprattutto, cosa farà il Ministro se i sindacati si metteranno di trasverso? Procederà ugualmente con un Decreto d’urgenza? Il tempo, intanto, stringe.

Infrazione UE

Nel frattempo, ricordiamo, l’Unione Europea ha aperto  una nuova procedura di infrazione contro l’Italia per il ricorso reiterato ai contratto a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione.

Attualmente, hanno detto da Bruxelles, la legislazione italiana “esclude da questa protezione diverse categorie di lavoratori del settore pubblico” fra cui la scuola e la sanità.

Una vera e propria patata bollente che necessita di interventi veloci e veramente risolutivi.

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