PAS e concorso riservato, con nuovo Governo rischio ricominciare da zero

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Oggi Conte e  non Salvini, che ha ritirato la sfiducia, ha tolto la spina al Governo giallo-verde. Mattarella avvierà le consultazioni già oggi 21 agosto.

Cosa è successo

Crisi di Governo, la coalizione Lega-M5S è di fatto acqua passata, con accuse reciproche e un discorso di Conte che non ha risparmiato lezioni istituzionali a Lega e Salvini.

Non si è arrivati al voto di fiducia, come avevamo già anticipato, Salvini ha ritirato la sfiducia, ma Conte non è stato al gioco e si è dimesso.

Adesso la parola passa al Presidente che proverà per un nuovo Governo o indirà le elezioni

Molti i provvedimenti che riguardano la scuola e che restano in sospeso

PAS e concorsi a cattedra

Tra le questioni aperte c’è quella del precariato. Infatti, ricordiamo, che l’ultimo Consiglio dei Ministri del Governo uscente ha prodotto un decreto accolto “salvo intese”. Si attendeva, dunque, il varo dopo aver rivisto i punti di attrito tra Lega e M5S.

ATA

In sospeso anche la questione relativa agli ATA, per i quali non esiste allo stato attuale nessuna proposta concreta, e DSGA per i quali esiste soltanto un progetto di proposta di intervento.

Concorsi a cattedra

Nel limbo anche i concorsi a cattedra preventivati per il 2019. Non soltanto il concorso straordinario per la secondaria, ma anche quelli ordinari a partire da infanzia-primaria e secondaria di I e II grado.

Cosa accadrà adesso?

Un Governo M5S con PD potrebbe portare ad una revisione del testo del Decreto voluto fortemente dalla Lega e che prevedeva un PAS senza selezione in ingresso ed un concorso riservato light.

Punti sui quali il M5S si era battuto fino all’ultimo giorno, chiedendo maggiore severità

Potrebbe essere questo un punto di partenza, con un cambio di rotta non impattante che potrebbe portare a rivedere il testo mantenendo fede agli accordi con i sindacati.

Altro scenario, dato che l’accordo riguardava il vecchio Governo con Conte dimesso, potrebbe essere, soprattutto se il PD riuscirà ad avere voce in capitolo, un annullamento degli accordi.

In questo caso le proteste dei diretti interessati e dei sindacati non mancheranno di farsi sentire.

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