PAS e concorso precari, voci di tentennamento dal Governo. Gissi (CISL): Conte sia garante dell’intesa

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PAS e concorso straordinario per precari con tre anni di servizio: il decreto legge è atteso per il prossimo consiglio dei Ministri del 9 agosto, ma sembra esserci qualche problema. A comunicarlo il sindacato CISL. 

Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola scrive “Non possono avere alcuna giustificazione i tentennamenti di cui giunge voce da parte del Governo, col rischio che il destino di decine di migliaia di precari sia sacrificato alle logiche di una dialettica infinita fra componenti di una stessa maggioranza.” e invoca l’intervento del Premier Giuseppe Conte, firmatario insieme al Miur e ai sindacati, dell’intesa del 24 aprile.

“Alla politica, e in primo luogo alle forze di maggioranza – scrive la CISL – chiediamo un atto di responsabilità: sarebbe un pessimo segnale per tutti se non si tenesse fede agli impegni assunti sottoscrivendo intese che danno risposta a legittime attese di lavoratrici e lavoratori precari e nello stesso tempo assicurano al sistema garanzie di miglio funzionamento.”

“Il pacchetto di proposte all’esame del Governo scaturisce da un confronto serio e approfondito, tengono conto in modo equilibrato delle tante aspettative che segnano la realtà molto articolata del precariato scolastico, forniscono adeguate garanzie anche a chi teme che non sia garantito alla scuola il necessario apporto di qualità professionale: al contrario, tutte le procedure, sia quelle concorsuali che i percorsi abilitanti, presuppongono un congruo requisito di concreta esperienza di lavoro che sarebbe del tutto insensato non valorizzare.”

“Al Presidente del Consiglio –   conclude Maddalena Gissi –  che ha personalmente firmato l’intesa del 24 aprile a Palazzo Chigi con i sindacati, chiediamo di farsi garante del suo pieno rispetto, perché le misure concordate col MIUR sono frutto di quell’intesa e ne rappresentano lo sviluppo coerente. Chi le ostacola, mina la credibilità di questo Governo oltre ad assumersi la grave responsabilità delle mancate risposte alle giuste rivendicazioni di tantissimi docenti impiegati da anni precariamente nelle nostre scuole, negando loro considerazione e rispetto.”

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