PAS docenti precari e anche neolaureati: 24 CFU per tutti, anni di servizio, selezione. Si cerca accordo [NEWS]

di redazione
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Decreto salvaprecari: il prossimo appuntamento tra Miur e sindacati è martedì 1° ottobre. Raggiunta una intesa su concorso ordinario e straordinario, il punto di disaccordo sarebbe il PAS. 

PAS: subito o rimandare?

Il Miur sembra infatti orientato ad affidare l’avvio del PAS ad un disegno di legge, con i tempi di attuazione che ne deriverebbero, scorporandolo dal decreto scuola che invece si vuole portare nel primo Consiglio dei Ministri utile.

Questo significa sostanzialmente che il Miur non ritiene, ad oggi, che la necessità di docenti in possesso di abilitazione sia tale da giustificare l’inserimento nella norma nel decreto legge. Di diverso avviso i sindacati, carte alla mano, con la conta delle supplenze che nell’a.s. 2019/20 sono assegnate ai docenti di terza fascia o addirittura da MAD.

Il fatto che il 1° ottobre ci sia un nuovo incontro è comunque indicativo del clima al momento cordiale del tavolo di trattativa, anche se naturalmente i sindacati valuteranno quali azioni intraprendere in caso di chiusura alle loro istanze.

Qualche passo in avanti è stato fatto per es. per quanto riguarda la proroga dei contratti per i diplomati magistrale, ma non ancora per il percorso riservato per i facenti funzioni DSGA.

PAS sia per docenti con servizio che per laureati

Il PAS, da attivare in base al fabbisogno delle Università, secondo la formulazione progettata dal Ministero Fioramonti sarebbe rivolto sia ai docenti con tre anni di servizio che ai laureati con 24 CFU.

L’accesso sarebbe con selezione anche in ingresso solo per i laureati con 24 CFU. 

Per i docenti con tre anni di servizio ci sarebbe invece una distinzione a seconda che si stia svolgendo o meno nell’a.s. 2019/20 il quarto anno di servizio. E naturalmente l’esame finale.

In ogni caso l‘obiettivo del Ministero è che tutti i docenti conseguano i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Ai docenti con tre anni di servizio la formazione sarebbe pagata dal Miur.

Il testo è ancora in bozza, si cerca l’accordo sui tempi. Il Miur ha preso ancora qualche giorno di tempo per ulteriori verifiche da parte del Ministro.

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