PAS, ancora discriminazione: non considerati alcuni servizi e limite degli ultimi otto anni. Lettera

Lettera

Inviato da Lucia Scilanga – Gentile Redazione di “Orizzonte Scuola”, Per quanto riguarda il PAS, detto percorso straordinario consentirà a tutti i docenti in possesso di determinati requisiti, di conseguire l’abilitazione.

Tali requisiti sono:

1. aver prestato servizio nella scuola statale, o paritaria o nei centri di formazione professionale, relativamente ai corsi per l’obbligo scolastico;

2. aver prestato tre anni di servizio negli ultimi otto anni.

Detta determinazione, che pure costituisce un passo in avanti in direzione del superamento di una enorme mole di contenzioso che su questi temi si registra negli ultimi anni, appare ancora foriera di irragionevoli discriminazioni.

In primo luogo, la docenza nella formazione professionale, ora assimilata a quella nella scuola statale, è valorizzata solo se i corsi rientrano nell’obbligo formativo. Tuttavia, in questo modo, si escludono moltissimi docenti che hanno prestato la propria opera professionale nella formazione prima che questa assumesse valore ai fini dell’assolvimento dell’obbligo scolastico.

Appare inoltre non considerata la formazione impartita nei corsi finanziati con il Fondo Sociale Europeo, svolti sia da enti di formazione accreditati secondo le disposizioni normative dell’Unione Europea , sia dalle stesse scuole statali, per i quali ai docenti non è richiesta l’abilitazione all’insegnamento. Non può sfuggire la constatazione che tali attività hanno una notevolissima valenza formativa e sociale e sono sottoposti a stringenti regole e controlli.

Infine, il requisito degli ultimi otto anni appare del tutto ingiustificato: non sono valide le lauree conseguite prima di quella data? Oppure il Ministro ha in cantiere una sorta di sanatoria, come accadde per i diplomati magistrale nel 2001?

L’apertura dei criteri, nel senso sopra indicato, potrebbe consentire alla Scuola di contare su un vasto numero di docenti esperti che hanno condotto la propria attività in ambiti prima non considerati ed ora valorizzati e darebbe l’opportunità a tanti professionisti di vedere riconosciuta la propria professionalità.

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