Partigiani della Scuola Pubblica: no alla prescrizione dei contributi, i docenti non sono impiegati INPS

di redazione
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Comunicato dei Partigiani della Scuola Pubblica – I Partigiani della Scuola Pubblica ritengono inaccettabile la situazione di caos che si è venuta a creare nella situazione previdenziale dei docenti italiani.

Nei tabulati dell’INPS i docenti riscontrano errori, discrepanze, interi anni mancanti nella stessa scuola con la stessa tipologia di servizio, scomparsa di contributi che sono stati prelevati alla fonte e che in molti casi i docenti non possono comprovare non esistendo più le scuole dove hanno prestato servizio o essendo stata loro rilasciata certificazione incompleta.
I gravi ed inimmaginabili disservizi ( 5.000 insegnanti che dovevano andare in pensione quest’anno sono bloccati) causati da scelte politiche a danno dei lavoratori con la mancata ricongiunzione INPDAP e INPS non possono in alcun modo ricadere sugli utenti che vengono obbligati ad estenuanti ricerche di dati che sono in possesso delle Amministrazione e che è obbligo delle Amministrazioni trasferirsi reciprocamente mediante una sistematica, completa ed efficiente comunicazione.
Gli insegnanti italiani non si meritano un simile trattamento che si configura come altamente lesivo dei loro diritti.
Ai docenti viene chiesto di sostituirsi agli impiegati INPS nel controllare le proprie posizioni e nell’inserire dati complessi on line nei propri estratti conto assumendosi l’onere e la responsabilità di lavori che non sono di loro competenza, pena la prescrizione.
A fronte di tali gravi mancanze di cui i docenti sono parte lesa, l’INPS intima con Circolari la prescrizione dei contributi entro il 31 dicembre 2018.
Tale prescrizione è inammissibile perché i contributi sono stati certamente prelevati essendo dipendenti statali e se fossero prescritti, andrebbero in fumo: la pensione sarebbe più povera e raggiungibile in tempi più lunghi.
Si prescriva piuttosto l’azione delle Amministrazioni preposte che non hanno ottemperato al loro lavoro in modo meritevole assicurando tutela e garanzia dei lavoratori della scuola a fronte di Dirigenti INPS pagati con gli stipendi fra i più alti.
Le scelte politiche dei tecnici Monti Fornero e i gravi disservizi causati dall’Amministrazione non possono essere pagati dagli insegnanti italiani a fronte di stipendi a loro riservati tra i più bassi in Europa.
Diffidiamo l’INPS dal procedere con i termini di prescrizione dei contributi previdenziali dei docenti e chiediamo al Governo in carica di mettere in atto tutte le procedure perché si ritorni a quella precedente situazione di certezza e sicurezza che consentiva ai contribuenti italiani di avere fiducia nello Stato in quanto Istituzione efficace, trasparente e affidabile.

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