Chi ha partecipato al piano straordinario di assunzioni non si è fatto raggirare da niente e nessuno. Lettera

di redazione
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Cara Collega Tiziana De Chiara, perdonami se mi introduco nella conversazione fra te e la Collega Ziccardi, ma mi rincresce doverti dire che noi Docenti del piano assunzionale non ci siamo fatti raggirare dalle lusinghe dei Sindacati, né abbiamo voluto precorrere i tempi usurpando un posto che non era il nostro, né stiamo piangendo sul latte versato: noi avremmo voluto solo sapere per quale arcano mistero, in fase di mobilità, siamo stati sparpagliati in giro per l’ Italia senza alcun criterio oggettivo.

Confrontiamo le nostre preferenze, i nostri punteggi… eppure non riusciamo a capire perché i punteggi bassi sono “vicino” casa e quelli alti quasi al confine. Probabilmente se ci fosse stata data una spiegazione logica fin dall’ inizio avremmo taciuto, avremmo potuto metterci l’ anima in pace e pensare anche che siamo stati degli sprovveduti.

Chi ti parla è stata assunta nella propria provincia, poiché oltre ad essere in possesso del titolo abilitante aveva anche una ragguardevole posizione in graduatoria maturata fin dal 1997 quando le GAE non c’ erano ancora… le tue parole possono andare bene per quei docenti che tu stessa definisci “in fondo alla graduatoria”.

Io non credo che siano gli ultimi a lamentarsi ma i primi (io avevo più punteggio di te!) e poiché di spirito critico pensiamo di averne ancora un pizzico in zucca forse sarebbe il caso di dire che non è stata una questione di coraggio ( perché probabilmente anche i Colleghi con pochi punti ne hanno avuto tanto sapendo di andare fuori), abbiamo fatto la scelta sbagliata o quella che in quel momento ci sembrava la più opportuna.

Certo è che ci siamo rimasti male quando i nostri posti di potenziamento sono stati messi in gioco per il ritorno delle annualità precedenti o addirittura sono andati a supplenza! Molti di noi sono tornati, moltissimi sono ancora fuori con il loro punteggio esorbitante e prossimi alla pensione.

Non credo sia solo ed esclusivamente una questione merito. Ciò che mi dispiace è che il parametro usato non sia lo stesso per tutti: c’è chi è entrato a testa alta dalla porta principale e chi da quella di servizio.Ma se anche i Colleghi ci trattano come le Cenerentole d’ Italia, beh diciamo pure di rileggersi la fiaba. E’ stato un caso che le cose siano andate così.

Con osservanza Giuseppina Panico

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