Parte l’era della scuola Spa. Privatizzare edilizia, mensa e aggiornamento dei docenti

di
ipsef

red – Dalla "scuola azienda" alla "scuola gestita da un’azienda". Un passo avanti. La notizia apparsa sul Sole24Ore ha svelato il senso delle parole della Gelmini pronunciate durante l’informativa sull’inizio dell’anno scolastico, quando il ministro ha annunciato la possibilità di fondi ”anche da enti privati” per affrontare l’emergenza soprattutto dell’edilizia al Sud. L’emergenza potrebbe essere affrontata consegnando ad una Spa la proprietà degli edifici scolastici. Sicuri sia un buon affare per il Sud?

red – Dalla "scuola azienda" alla "scuola gestita da un’azienda". Un passo avanti. La notizia apparsa sul Sole24Ore ha svelato il senso delle parole della Gelmini pronunciate durante l’informativa sull’inizio dell’anno scolastico, quando il ministro ha annunciato la possibilità di fondi ”anche da enti privati” per affrontare l’emergenza soprattutto dell’edilizia al Sud. L’emergenza potrebbe essere affrontata consegnando ad una Spa la proprietà degli edifici scolastici. Sicuri sia un buon affare per il Sud?

Una operazione dalla portata storica che consegnerebbe nelle mani di una società privata la proprietà degli edifici che verrebbero affittati agli enti locali.

Ma andiamo oltre, facciamo qualche ipotesi. Chi saranno questi azionisti della "Scuola SPA"? Facile intuire che si tratterà di soggetti del Nord che possiederanno le scuole anche del Sud e ai quali si pagheranno gli affitti, con soldi pubblici.

In base a cosa si deciderà il canone di affitto? Qui bisognerà fare utile, è chiaro che maggiori saranno le spese di gestione della scuola, maggiore sarà il canone. E chi non potrà permettersi di pagare l’affitto? Si pensi agli indebitati enti locali del Sud.

Sicuri che sia un buon metodo per risolvere il problema dell’edilizia scolastica, soprattutto al Sud (per citare Tremonti e Gelmini)? 

No! Soprattutto se non sarà colmato il gap nell’edilizia tra Nord e Sud, attraverso investimenti provenienti dai fondi Fas (che spettano al Sud per definizione) o attraverso fondi provenienti da un fondo di perequazione per le infrastrutture da prevedere nella legge finanziaria (attualmente negato). Quindi consegnare, se proprio non se ne può fare a meno, nelle mani di Spa regionali (con le regioni come azionisti di maggioranza), e non di un’unica "nazionale" (con azionisti esclusivamente padani), la proprietà delle scuole. Forse così potrebbe essere un "buon affare" anche per il Sud.

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