Parte la campagna per il progetto “Donmilani2” contro la dispersione scolastica

di Giulia Boffa
ipsef

Sta per partire la seconda annualità del progetto "Donmilani2”, un progetto di rimotivazione degli studenti a rischio dispersione scolastica.

Sta per partire la seconda annualità del progetto "Donmilani2”, un progetto di rimotivazione degli studenti a rischio dispersione scolastica.

L'avvio del progetto è  preceduto da una campagna dell'associazione Exodus di don Mazzi, una raccolta fondi tramite SMS solidale che si svolgerà dal 12 al 18 aprile 2015. Per sostenere il progetto “Donmilani2”, è possibile donare 2 o 5 euro con un SMS o una telefonata da rete fissa al 45504.

Il progetto “Donmilani2 – II annualità”, in continuità con il progetto avviato lo scorso anno, ha come obiettivo la messa a punto di una definizione di una sperimentazione per la messa punto di un modello innovativo per il contrasto della dispersione scolastica in ragazzi di età compresa tra i 14 e i 16 anni.

La Fondazione offre un accompagnamento personalizzato, utilizzando una metodologia didattica esperienziale (learning by doing) che pone al centro dell’azione lo studente, stimolandone la motivazione all’apprendimento e rafforzandone le capacità di studio autonomo. Il progetto si svolgerà nell’anno 2015/2016 e interesserà 120 ragazzi di 8 diversi poli scolastici di 8 diverse località italiane: Africo (RC), Assisi (PG), Brescia, Cassino (FR), Milano, Padova, Varese e Verona.

Lo spot della campagna pone un interrogativo importante: “Che ne sarebbe del futuro di questi ragazzi, se non ascoltassimo le loro solitudini, i loro disagi?”
“I loro comportamenti rappresentano una chiara richiesta di attenzione – spiega don Mazzi – una richiesta di essere ascoltati dalla famiglia, dalla scuola e dalla società. In questi anni mi è capitato di conoscere tanti giovani e adolescenti. E le domande che si pongono e che pongono a noi adulti, 30 anni fa come oggi, sono sempre le stesse, semplici e dirette: sull’amore e l‘amicizia, sulla scuola e sull’incognita lavoro, la ricerca della felicità, il desiderio di essere “visti”.
“Alla base di tutto ritorna prepotente la questione di come costruire una relazione educativa – continua don Mazzi – che non può esaurirsi in interventi discontinui e basati sull’emergenza, ma che accompagna quotidianamente il ragazzo all’età adulta, soprattutto nella fase più delicata e fragile della la sua vita, l’adolescenza”.

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