Parola: “Inutile censurare i cellulari in classe, usiamoli invece per la didattica”

di Giulia Boffa
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Alberto Parola, docente di Psicologia sperimentale all'Università di Torino e autore di "Sperimentare e innovare nella scuola" è intervenuto nel dibattto dell'uso dei social in classe da parte dei ragazzi, sempre connessi anche durante le ore di lezione.

Alberto Parola, docente di Psicologia sperimentale all'Università di Torino e autore di "Sperimentare e innovare nella scuola" è intervenuto nel dibattto dell'uso dei social in classe da parte dei ragazzi, sempre connessi anche durante le ore di lezione.

Secondo una ricerca, l'81,5 per cento dei professori non usano mai Facebook per comunicare la data di un compito o un altro contenuto didattico.

"La censura sull'uso dei cellulari non è più applicabile  –  dice Alberto Parola.- Credo che l'etichetta dei social in classe possa dividersi in cinque regole: primo, usare Facebook e gli altri mezzi rispettando le regole della privacy, secondo promuovere la cultura della partecipazione coinvolgendo tutti, terzo condividere qualcosa di artistico e cercare chi ha le nostre passioni, quarto (per gli adulti) utilizzarlo come occasioni di apprendimento, quinto lasciare che la classe possa esprimere le sue dinamiche di gruppo: è anche un gioco di ruolo. Così, Facebook si può usare anche durante le lezioni".

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