Pari diritti scolastici ai tempi covid-19. Lettera

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Inviato da Rosastella Fallaha – Buongiorno questa mia per chiedere che si possa parlare dell’istruzione parentale. In Italia un terzo dei cittadini in età scolare è in istruzione parentale, o privatista, ma non se ne parla.

Oggi è giorno di resistenza, è giorno di memoria, di diritti; è giorno per non dimenticare quello che non potremo più ascoltare dalla voce dei nostri nonni.
Oggi vogliamo dire che noi resistiamo!

Stiamo giustamente affrontando il problema della maturità ma ci dimentichiamo troppo spesso dei privatisti e soprattutto ci dimentichiamo di quella fascia d’età importantissima e forse ancor più delicata, l’adolescenza.

Non si parla dell’esame di stato di terza media al quale gli allievi privatisti, o frequentanti scuole non paritarie, non potranno accedere, o svolgere con la presentazione della tesina, con gravi conseguenze sulla continuità del percorso scolastico e soprattutto conseguenze in termini di benessere psicologico e morale di questi allievi.
Non si parla del fatto che verrà richiesto a migliaia di bambini tra i 6 e i 13 anni di presentarsi a settembre (dove e come non si sa – nelle palestre, nelle chiese, nelle caserme? ) per svolgere esami di idoneità.

Ho scritto alla Ministra Azzolina il 9 aprile u.s.
Ho ribadito la preoccupazione per i tempi e soprattutto per il non ascolto del nostro appello.
Le famiglie che hanno scelto per i propri figli un metodo didattico “differente” da quello delle scuole statali non hanno diversi diritti e doveri degli altri cittadini italiani . Tutti stiamo facendo scuola “a casa” Tutti siamo in lockdown Tutti abbiamo diritto a pari dignità d’istruzione.
Allego la lettera inviata e la nota tecnica di richiamo, confidando nel vostro ascolto.
Siamo tanti e siamo pronti a far sentire la nostra voce.

# Idoneità per l’educazione parentale.
Serve una risposta subito.
Nei prossimi giorni, dato che è ancora d’obbligo, bisognerà adempiere all’invio delle richieste da parte delle famiglie per sostenere le idoneità degli allievi in ed. parentale
Un impegno non indifferente che ricade nuovamente sulle segreterie scolastiche, già fagocitate dai cambiamenti dovuti all’emergenza covid-19,
Il peso delle idoneità annuali, per tutte le classi e soprattutto per tutte le età dei bambini, è sempre stato sostenuto dai circoli didattici con grande impegno e sforzo di fine anno, sopratutto nell’accogliere intere realtà “scolastiche” le quali presentano insieme centinaia di bambini.

Serve tutelare tutti : istituti, dipendenti e bambini.
Quest’anno tutti i bambini, studenti dai 6 ai 13anni , cioè dalla prima primaria fino alla seconda media dovrebbero essere ammessi all’anno successivo in maniera snella ed efficace.

Esame di stato di terza media con tesina per tutti.

Gli allievi in educazione parentale non hanno mai smesso di fare scuola/lezione

Nessun esame a settembre . Utilizzare il tempo solo per i recuperi
dover rientrare i primi di settembre ed essere sottoposti a una prova di idoneità non è il modo di riconoscere umanamente il loro impegno scolastico svolto a tutt’oggi.

Questo riconoscimento siamo certi equivalga al portare un grande rispetto nei confronti di tutti, soprattutto ai bambini, alle famiglie e agli insegnanti che oggi stanno facendo scuola come mai prima era accaduto. #

Lettera del 9.04.2020

# Gent.ma Ministra Azzolina, porgo a Lei e ai suoi collaboratori un quesito all’apparenza semplice ma in realtà di più complessa natura.
Sono docente presso una realtà scolastica non paritaria la quale si impegna sul territorio da anni per garantire la migliore istruzione ai propri allievi sulla base del metodo pedagogico scelto dalle famiglie, le quali ad oggi, come cittadine italiane si trovano a vivere i disagi i timori e i dolori che l’Italia sta vivendo ma anche il senso del dovere e di appartenenza. Quello che non comprendiamo è perché si vedano incasellate alla pari di chi ha scelto l’home schooling e che a scuola non va e non è mai andato.
Già il peso delle idoneità annuali, per tutte le classi e soprattutto per tutte le età dei bambini, è sempre stato sostenuto da noi e dai circoli didattici del territorio con grande impegno e sforzo di fine anno, dopo aver frequentato e lavorato assiduamente, noi insegnanti ma soprattutto i nostri bambini, al pari (se non di più in alcuni casi ) degli altri studenti italiani. Altrettanto adeguato il nostro impegno ora, in emergenza covid-19, durante la quale non abbiamo mai cessato di stare vicino ai nostri allievi e alle loro famiglie, con la DaD e non solo.
Ora ci sentiamo per l’ennesima volta discriminati da un decreto, l’ultimo quello di odierno, che parla di “esami a settembre per i privatisti”.
Non entrate nel merito delle così dette istituzioni scolastiche autonome, non paritarie, ma temiamo che con la parola “privatisti” intendiate anche le nostre realtà.
Ecco io chiedo a nome della della mia realtà scolastica della mia associazione no profit e di tutte le realtà educative presenti sul territorio nazionale, nelle nostre stesse condizioni, di venire tutelati al pari degli altri allievi.
Il nostro impegno non è venuto mai a mancare e non mancherà mai il nostro impegno educativo e soprattutto umano. Abbiamo bisogno di sentire che non ci abbandonate, uso queste parole forti, perché i nostri bambini stanno subendo questa emergenza al pari degli altri allievi senza nessuno sconto perche allora dover subire di più?
dover rientrare i primi di settembre ed essere sottoposti a un esame a una prova di idoneità non è il modo di riconoscere umanamente il loro impegno scolastico svolto a tutt’oggi. A settembre va chi non ha studiato abbastanza e lo fa rimediando in estate. Questo presuppone che noi dovremmo far studiare le nostre migliaia di allievi in estate. Perché?

Non nascondiamo il fatto che, nella didattica a distanza, abbiamo più legame diretto noi con nostri allievi rispetto ad altre situazioni che vivono disagi o povertà tali da non aver consentito il mantenimento delle lezioni. È tema attuale da risolvere che tanti allievi della scuola pubblica non abbiano gli strumenti necessari per seguire la didattica a distanza.

Vi chiedo, vi prego, di non dimenticarci, di non punire i bambini per un qualcosa della quale non hanno colpa, di non fare di tutta un’erba un fascio, di riconoscere il nostro impegno, il nostro lavoro e quindi attraverso questo riconoscimento di portare un grande rispetto nei confronti di tutti, soprattutto ai bambini che oggi stanno facendo scuola e saranno da grandi persone di tutti rispetto di questa forte nazione che è l’Italia.

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