Il Papa chiede perdono per le leggi razziali alla comunità evangelica

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Dopo la "visita pastorale" alla Diocesi di Caserta di sabato, oggi il Pontefice è tornato ad atterrare all’eliporto della Scuola allievi sottufficiali dell’Aeronautica, all’interno della Reggia: da qui in auto ha raggiunto prima la casa dell’amico pastore pentecostale Giovanni Traettino (intrattendosi con lui in un colloquio privato) e poi l’edificio in costruzione della Chiesa della Riconciliazione.

Dopo la "visita pastorale" alla Diocesi di Caserta di sabato, oggi il Pontefice è tornato ad atterrare all’eliporto della Scuola allievi sottufficiali dell’Aeronautica, all’interno della Reggia: da qui in auto ha raggiunto prima la casa dell’amico pastore pentecostale Giovanni Traettino (intrattendosi con lui in un colloquio privato) e poi l’edificio in costruzione della Chiesa della Riconciliazione.

 "Siamo felici di vedere Papa Francesco tra noi e di applaudirlo, dobbiamo fare però un applauso ancora più forte a Gesù", ha detto Traettino ai fedeli della comunità evangelica in attesa al cantiere. Ai pentecostali Francesco ha chiesto pubblicamente perdono per le leggi razziali: "Queste leggi, questa gente lì che voleva la purezza della razza erano cristiani, sono leggi sancite dai battezzati. Vi chiedo perdono per questo".

  "Qualcuno si stupisce che sia venuto a trovare gli evangelici.

  Sono venuto a trovare i fratelli", ha ricordato Bergoglio insistendo molto sul "comandamento che Gesù ha dato al suo popolo: essi siano una cosa sola. Il popolo ha camminato con la pazienza, in presenza di Dio. Ma anche noi in certi momenti camminiamo non in presenza di Dio". "Quella della divisione dei cristiani è una storia triste – ha continuato – la prima eresia è stata questa: non credere che l’incarnazione del Verbo è alla base, perché Gesù è vero Dio e vero uomo, Dio che si è fatto carne. Non si capisce l’amore al fratello, alla vedova, al carcerato se non riconosciamo che sono la carne di Cristo".

 E’ la prima volta che un Papa si reca fuori dalla diocesi di Roma appositamente per incontrare il pastore e i fedeli di una chiesa protestante, mentre Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno fatto visita ad altre chiese e a sinagoghe nell’Urbe o all’estero in occasioni di visite pastorali. E, come Paolo VI, hanno raggiunto al Fanar il patriarca ecumenico di Costantinopoli.

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