Pantaleo, “aumento poteri dirigenti, deriva autoritaria. Ci vuole TFA riservato, prima del concorso stabilizzare chi è fuori da assunzioni

di Paolo Damanti
ipsef

Nessuno sconto, è battagliero il segretario della FLCGIL, Domenico Pantaleo, che domenica abbiamo raggiunto al telefono per uno scambio di battute sulla riforma della scuola contenuta nel testo della bozza del DDL pubblicato dalla nostra redazione. Che fine ha fatto il personale ATA?

Nessuno sconto, è battagliero il segretario della FLCGIL, Domenico Pantaleo, che domenica abbiamo raggiunto al telefono per uno scambio di battute sulla riforma della scuola contenuta nel testo della bozza del DDL pubblicato dalla nostra redazione. Che fine ha fatto il personale ATA?

Assunzioni, non tutte le categorie sono rientrate nel piano di Renzi, a partire dagli idonei del concorso.

Si sono ridotte le assunzioni, da 150mila siamo passati a 100mila. Assumeranno solo da Graduatoria ad esaurimento e dalle Graduatorie di merito, resteranno fuori 23 mila insegnanti dell'infanzia, 7/8 mila idonei dell'ultimo concorso, tutti i PAS e i TFA e non si dice nulla delle terze fasce. Si dà risposta solo ad un pezzo del precariato, sono incerti i tempi. Chiediamo un decreto d'urgenza per le assunzioni del 1 settembre 2015, sul resto va bene proseguire con un Disegno di Legge.

Mi sembra chiaro che la soluzione non vi soddisfi

E' una soluzione parziale e si lasciano fuori pezzi del precariato.

Per chi resta fuori è prevista la partecipazione al concorso

No, nessun concorso, bisogna rinviarlo e prevedere un piano di stabilizzazione per tutti i precari esclusi dal piano. Per le terze fasce delle Graduatorie d'istituto bisogna garantire l'abilitazione.

Pensa a nuovi PAS?

Bisogna prevedere dei TFA abilitanti riservati.

Albi regionali e presidi che scelgono "la squadra". Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, ha assicurato che non c'è rischio clientelismo, possiamo dormire sonni tranquilli?

Io non sono tranquillo a me pare che tutto l'impianto vada in direzione autoritaria con risvolti clientelari, l'accentramento di poteri pone un problema serio su come si intende la scuola, qui la intendono come un'azienda: riguardo alle assunzioni, al salario, all'organizzazione e e alla didattica che fa saltare il sistema nazionale di istruzione. Ogni scuola definisce un curriculum, le materie, salario dei docenti. Ci troviamo davanti ad una torsione dell'autonomia scolastica.

Però, mi scusi, autonomia non vuol dire anche possibilità di poter organizzare l'offerta formativa e chiamare i docenti che meglio obbediscono alle esigenze di questa?

Dobbiamo capirci, l'autonomia va rafforzata, a partire dalle risorse, significa poter decidere il modello didattico, il piano di miglioramento che sia più all'altezza dei territori. Qui, invece, stiamo discutendo di un dirigente, di un'autonomia portata agli estremi, con la possibilità di definire delle modalità nell'offerta formativa radicalmente differente da una scuola all'altra anche con risorse private, con partner privati. Ciò, tra l'altro, produrrà delle differenze, privilegiando le scuole collocate in territori che permettono di più.

Contratto, colpo di spugna, lo dovrete riscrivere da zero. Attenderemo altri sei anni o intendete essere collaborativi?

Noi non saremo mai collaborativi rispetto a questo decreto, che va radicalmente cambiato in Parlamento. Abbiamo evitato che si tagliassero gli scatti. Nel testo del DDL ci sono pesantissime situazioni che non si possono accettare, si prevede una delega negoziale che dovrebbe stabilire una revisione del contratto dei dirigenti e dei docenti superando completamente la contrattazione. Non si parla di rinnovo e manomette la normativa.

Intanto sono stati stanziati 200 mln per il merito. Secondo lei come dovrebbero essere distribuiti e chi dovrebbe decidere? Anche qui, secondo il testo del DDL pubblicato dalla nostra redazione, lo zampino dei dirigenti.

Noi vogliamo che si valuti il personale della scuole, ma le risorse sono poche. Tra l'altro, questa modalità con la valutazione della professionalità dei docenti non c'entra nulla, è solo un premio che i dirigenti daranno unilateralmente e che possono concedere alla propria cerchia ristretta senza definire obiettivi di miglioramenti, diventerà uno strumento discrezionale.

Intanto gli scatti di anzianità sono sempre bloccati, anche se salvati in extremis da una riforma sciagurata.

Noi chiediamo ulteriori risorse per il contatto nazionale e per garantire gli scatti. Nel contratto bisognerà affrontare la questione salariale. Lo stesso Papa ha detto che è questo lo strumento per valorizzare seriamente il personale della scuola e non premiare, come vorrebbe Renzi, solo il 5% dei docenti.

Personale ATA, il grande assente

Sì, nulla è previsto per questa categoria di lavoratori. O meglio, è la parte che sta subendo i maggiori tagli, penso ai 2mila posti in meno previsti nelle Legge di stabilità, alle posizioni economiche e alle supplenze tagliate. Anche questo è un errore. La scuola ha bisogno del personale ATA. Su occupazione e salario ci troviamo davanti ad un attacco senza precedenti.

Sul DDL, Renzi si dovrà attendere battaglia in Parlamento?

Non solo. A fronte di questo scenario, con le altre organizzazione sindacali, abbiamo organizzato una mobilitazione. Le organizzazioni sindacali nei prossimi giorni saranno fondamentali nel cambiare il DDL che colpisce la libertà di insegnamento.

Eppure qualcuno vi dava per spacciati

Sarei cauto nel fare certe affermazioni, morti non siamo. Basta guardare l'alta partecipazione alle elezioni RSU, gli iscritti che hanno i sindacati e la loro capacità di mobilitazione.

Tutto sulla riforma Buona scuola, con il testo del DDL

@paolodamanti

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione