Pannelli plexiglass in aula? Pedagogista: portano bimbi a isolamento sociale

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Di Massimo Luciano Sidoti, pedagogista, presidente ANPE Sicilia – La didattica a distanza in fase di emergenza è stata un’opportunità per docenti ed alunni. Ha permesso di evolversi tecnologicamente affrontando una nuova metodologia didattica on-line, facendo si che gli alunni fossero autonomi nel gestire le attività didattiche.

Inoltre, ha permesso di assicurare, continuità formativa di percorsi che non potevano essere interrotti. La didattica a distanza è servita a mantenere i contatti con la scuola attraverso un approccio formativo costante ma
spesso asettico.

Tuttavia, la Dad ha dato la possibilità in fase di emergenza di ampliare alcune nozioni delle discipline di studio. Ma ciò che ha bisogno la scuola pedagogicamente parlando è la normalità, rivivere le emozioni di sempre, il suono della campanella che ti riporta al tuo mondo, rivivere le cose con leggerezza.

Le barriere mettono altre barriere.
I pannelli in plexiglass portano all’isolamento sociale, che comprende la solitudine, la sottovalutazione, la depressione e l’assenza di relazioni.
Separare i discenti o circondarli con il plexiglass li allontanano dalla socialità, li rendono incapaci di condividere, li rendono diffidenti verso l’altro. Un bambino privo di socialità sarà un adulto asociale privo di umanità.
Certamente questa non è la società che vogliamo costruire.
La scuola è vita, è socializzazione, relazione con i compagni con i docenti, equilibrio psicofisico mentale, gratificazione, emozione, gioia, condivisione, crescita.

I docenti ti imprimono il sapere, che sa di vissuto, il sapere che ti identifica e ti da identità, appartenenza. L’alunno lo vive come “ io apprendo e mi identifico, io apprendo ciò che voglio diventare, io sono nel mondo”.
La scuola è la carta d’identità di una nazione.
Le passioni necessarie per l’alunno devono essere: studio, relazione, partecipazione (ovvero amore per la materia, per il docente, per la scuola)
La didattica a distanza ha reso la scuola sterile, altrettanto non deve essere astratta con i separatori in plexiglass. I separatori in plexiglass non devono influenzare il processo di insegnamento e quello di apprendimento. L’alunno deve essere in grado di affrontare diversi compiti nel medesimo tempo senza separatori, deve essere in condizione di saper reagire in modo appropriato nei momenti critici e far sì che le dinamiche di gruppo non incontrino ostacoli.

L’insegnante deve essere messo in condizione di far fronte ai diversi comportamenti che influenzano il clima di gruppo (comportamenti che suscitano conflitti e si manifestano attraverso, opposizioni, violazione delle regole della classe e delle norme di comportamento).

L’insegnante è colui che ha la capacità di cambiare e di riorganizzare il proprio lavoro quando non è abbastanza efficace.

  • Usa tecniche per stimolare la discussione e la partecipazione, individuale, domande aperte, provocazioni…
  • Sa giostrarsi tra il moderare e il facilitare la comunicazione, rispettando i diversi background culturali
  • Incoraggia l’autonomia, l’attivismo, l’interattività e le discussioni.
  • Capisce e gestisce in anticipo il sorgere di problemi, trovandone la soluzione
  • Si mette sulla stessa lunghezza d’onda dell’alunno continuando il lavoro da lui/lei iniziato
  • Ha uno spiccato senso dell’organizzazione
  • Si assicura che i bambini dispongano e siano a loro agio con le tecnologie che dovranno usare
  • Fornisce ai bambini le competenze base per il loro utilizzo
  • Si assicura dell’esistenza dei requisiti tecnologici per partecipare con successo all’attività.
  • Anticipa e previene problemi tecnici legati all’uso del PC
  • Dà indicazioni organizzative chiare
  • Organizza e razionalizza gli interventi
  • Delinea la figura di un facilitatore
  • Si assicura che i bambini dispongano e siano a loro agio con le tecnologie che dovranno usare
  • Fornisce ai bambini le competenze base per il loro utilizzo
  • Si assicura dell’esistenza dei requisiti tecnologici per partecipare con successo all’attività.
  • Dà indicazioni organizzative chiare
  • Organizza e razionalizza gli interventi
  • Invita alla socializzazione
  • Sa creare un ambiente confortevole con tattiche di socializzazione (messaggi che rompono il ghiaccio)
  • Risolve, con interventi ad hoc, possibili conflitti o fraintendimenti all’interno del gruppo
  • Usa un tono appropriato alla situazione
  • Umanizza il suo ruolo
  • Sa interpretare il disagio che a volte scaturisce di fronte a temi difficili da trattare dando linee guida da seguire e nello stesso tempo interrogativi da sciogliere
  • Anche in presenza di malumore o lamentele cerca di sottolineare gli aspetti positivi della situazione
  •  Risponde al tema, centrando e se possibile, risolvendo eventuali problemi
  • Chiarisce fraintendimenti dovuti alla mancanza del confronto in presenza
  • Risponde in modo diretto e personalizzato
  • Chiarisce fraintendimenti dovuti alla mancanza del confronto di presenza
  • Usa un tono appropriato alla situazione
  • Pazienza
  • Disponibilità
  • Entusiasmo
  • Chiarezza e trasparenza
  • Ascolto
  • Incoraggiamento
  • Supporto
  • Tono confidenziale, tra pari

 

Il bravo insegnante
 E’ capace di empatia;
 Ama essere in contatto con gli altri ed ascoltarli;
 Ha capacità di analisi e sintesi;
 E’ un buon organizzatore e possiede spirito pratico;
 Sa mettersi in gioco e reinventa di volta in volta il suo ruolo in base alla situazione del momento;
 E’umile ma mostra temperamento al momento opportuno;
 Sfrutta ogni occasione per ricondurre il discorso sui binari stabiliti o per dare un contributo al raggiungimento degli obiettivi fissati;
 E’realista e abbastanza esperto da prevedere rischi e difficoltà;
 E’ paziente anche con chi sembra non voglia ascoltare;
 E’ consapevole che i motivi per cui una comunicazione può fallire sono molteplici e non si ferma alle apparenze:
 E’ altresì consapevole che quanto costruito in un processo comunicativo può sempre comparire repentinamente o assumere connotati completamente diversi e non si lascia sorprendere impreparato;

 Sa sempre come riannodare le fila di un discorso e dare il giusto incentivo;
 E’ un fine conoscitore delle dinamiche di relazione;
 E’ pacato/a nei toni e trasmette l’idea ai membri della comunità che essi possono esprimere liberamente quanto sentono o quanto sanno senza timore di essere giudicati;
 Non da risposte conclusive, lascia sempre la porta aperta ad altre possibilità, rinviando al gruppo problematiche e conclusioni;non è invadente, il rumore delle sue parole non copre la voce degli altri;
 E’ pacato/a nei toni e trasmette l’idea ai membri della comunità che essi possono esprimere liberamente quanto sentono o quanto sanno senza timore di essere giudicati;
 Non da risposte conclusive, lascia sempre la porta aperta ad altre possibilità, rinviando al gruppo problematiche e conclusioni;non è invadente, il rumore delle sue parole non copre la voce degli altri;
 Vive il lavoro che svolge come una continua e stimolante formazione professionale ed umana;
 E’ creativo/a;
 E’ sempre pronto a dare supporto e feedback positivi;
 Rispetta le regole per primo dando l’esempio giusto;
 Vive il lavoro che svolge come una continua e stimolante formazione professionale ed umana;
 E’ creativo/a;
 E’sempre pronto a dare supporto e feedback positivi;
 Rispetta le regole per primo dando l’esempio giusto;
 In definitiva l’insegnante è colui o colei che riassume in se le caratteristiche del maestro, del coordinatore, del facilitatore, del formatore, con doti di equilibrio competenza e sensibilità.
In conclusione, dobbiamo eliminare il più possibile le barriere che non permettono la socializzazione ed eliminare le nostre proiezioni metodologiche didattiche inadeguate per l’alunno, solo per far rispettare la giusta distanza in classe e tralasciare lo sviluppo educativo pedagogico a
cui mira la scuola,

La scuola che vogliamo deve essere volta all’attenzione dell’alunno, dei suoi tempi e del vivere in una società nella quale tutti hanno il diritto di essere sé stessi.

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