Pandemia è un disastro ecologico, si piantino alberi intorno alle scuole. Lettera

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inviata da Lorenzo Picunio – “Fa più rumore l’albero che cade che non la foresta che cresce”. Notizia: la scuola sta funzionando, a distanza ed in presenza. Un equilibrio si è creato, i ragazzi hanno imparato ad usare i collegamenti (lo sapevano fare anche prima), gli insegnanti anche. Si sono create cordate di aiuto reciproco, che uniscono ragazzi con difficoltà culturali o economiche, con altri ragazzi disposti a dar loro una mano, anche questo sia online che in classe.

Scuola per stare assieme, anche – addirittura nella versione online – magari proponendo film e programmi televisivi di qualità. Giochi in gruppo, canzoni e musica. Audiolibri ed e-books.

Certo, didattica tutta a distanza – come sarà alle superiori dai prossimi giorni – non è la condizione ottimale, manca tutta quella parte di scuola che è il rapporto personale, ma pazienza, il virus c’è e bisogna ridurre i contatti.

Rilancio tre proposte che mi sembrano di civiltà: cinque nuovi alberi per ogni scuola, ed una zona pedonale intorno, che si allarga se vicino ci sono giardini pubblici o spazi pubblici all’aperto. E un raggio più ampio di divieto al traffico pesante.

Motivazione: la pandemia è un disastro ecologico, come tanti studi ormai dimostrano, e come il buon senso di tutti ha ormai capito.

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