Pagella, spunta il ‘5 politico’ in una storica scuola media romana

di redazione
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Va bene l’insufficienza se meritata, purché il voto in pagella non sia inferiore al 5.

Così ha proposto la preside di una storica scuola romana scelta solitamente da chi prosegue gli studi al liceo classico omonimo.

La dirigente scolastica ha chiesto – secondo quanto scrive Repubblica.it – ai suoi docenti di non scendere sotto quel voto nella pagella del primo quadrimestre.

La richiesta sarebbe arrivata con una circolare, scatenando un collegio dei docenti  assai movimentato. La proposta riguarda gli alunni del primo anno di medie. L’istituto, infatti, ora abbraccia anche la scuola primaria che però non è stata destinataria della circolare.

Stando a quanto riportato dal quotidiano, nella circolare sarebbe presente questo passaggio: “In prossimità della chiusura del primo quadrimestre, si ricorda a tutti gli insegnanti della scuola secondaria che è stato unanimemente condiviso un criterio di valutazione in base al quale non si può attribuire il voto corrispondente a 4/10 (o inferiore a questo) agli alunni delle classi prime. Le valutazioni insufficienti a chiusura del primo quadrimestre, per gli alunni delle classi prime, corrispondono unicamente al voto 5/10“.

A quanto sembra, i docenti non avrebbero condiviso l’indicazione, ribattezzandola ‘il 5 politico‘ e rimarcando l’ingerenza sul loro ruolo di valutatori. Inoltre, secondo i docenti livellare tutte le insufficienze a “5” è ingiusto nei confronti di chi ha insufficienze molto più gravi.

Repubblica ha riportato alcuni commenti. Per il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli: “È una legittima e ragionevole scelta, parliamo di ragazzini di prima media“. Elena Centemero, ex responsabile scuola di Forza Italia, tornata a guidare due istituti in Brianza, dice: “Sono contraria ai voti gravemente insufficienti, un quattro è già forte e su un adolescente ha un effetto scoraggiante. La valutazione del primo quadrimestre, poi, è intermedia, parziale“. Per il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti: “La scelta è un po’ strana, per legge i voti vanno dall’1 al 10, ma comprendo che non è mai cosa semplice ricevere una brutta valutazione. Gli studenti devono capire che il voto non è un giudizio sulla loro persona“.

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