Pagare per gravi errori ormai è fuori moda. Lettera

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Inviata da Emanuela Cavalera – I recenti fatti di cronaca avvenuti nelle scuole ci impongono una riflessione urgente, non più procrastinabile. Un’autoanalisi approfondita a livello individuale e sociale, per tentare di virare la rotta ed evitare la deriva, se siamo ancora in tempo.

“Punizione esemplare, puliscano le aule per un mese”.
Pagare per gravi errori ormai è fuori moda.
Niente denunce, mi raccomando.
Dai, è stata una ragazzata. Hanno sparato alla professoressa durante la lezione, che fa’.
Facciamo che date qualche rassettata all’aula e siamo a posto così.
Ogni responsabilità viene svuotata di senso, banalizzata.
Diventa un’opzione solo per i fessi; i furbi ne fanno a meno.
Io non ce l’ho con i ragazzi, ce l’ho con gli adulti.
Questi ragazzi, non tutti beninteso, sono un riflesso del fallimento educativo della nostra società. Pagano il prezzo della diseducazione che i loro genitori hanno impartito loro: dei troppi sì, del tutto è lecito, del tutto è un gioco.
Del puoi fare ciò che vuoi senza pagarne mai lo scotto.
In barba ad ogni regola di civile convivenza e di umano rispetto.
La scuola, anziché remare controcorrente, rafforza questa rovinosa convinzione.

Il Pedagogista e collega Sirignano attribuisce la responsabilità dell’attuale emergenza educativa ad un infestante e nocivo buonismo.

Non potrei essere più d’accordo.
Se non esiste più la responsabilità, una comunità educante che se ne faccia carico e la pretenda, siamo fregati.

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