Pagano (Radicali/ERA): “Il voltafaccia della CGIL rispetto al CLIL è il più bell’esempio di democrazia reale”

Di Lalla
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Ufficio stampa Era onlus – "Il voltafaccia della FLC/CGIL rispetto al CLIL è un altro bell’esempio di democrazia reale". Lo dichiara Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale "Esperanto".
"Un sindacato che prima scrive al Capo dello Stato per opporsi a un’iniziativa del Governo, e poi chiede la proroga per le domande alla stessa iniziativa, non è assolutamente credibile. Dispiace vedere che anche questo tentativo di fare un percorso insieme si scontri con l’ideologia dominante: fare ciò che conviene, quando conviene".

Ufficio stampa Era onlus – "Il voltafaccia della FLC/CGIL rispetto al CLIL è un altro bell’esempio di democrazia reale". Lo dichiara Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale "Esperanto".
"Un sindacato che prima scrive al Capo dello Stato per opporsi a un’iniziativa del Governo, e poi chiede la proroga per le domande alla stessa iniziativa, non è assolutamente credibile. Dispiace vedere che anche questo tentativo di fare un percorso insieme si scontri con l’ideologia dominante: fare ciò che conviene, quando conviene".

"Noi continueremo la nostra battaglia contro il CLIL, che istituisce l’insegnamento in inglese di materie non linguistiche, aprendo di fatto un enorme mercato ai madrelingua anglofoni e alle loro case editrici a
discapito di quelli italiani e danneggiando la lingua italiana nelle scuole dove, secondo i dati della Commissione europea, un quindicenne su cinque è semianalfabeta.

Curioso che la CGIL, una volta internazionalista, interpreti le quasi 8.000 domande per colonizzare in inglese le scuole italiane come uno "smentire i luoghi comuni sui docenti fannulloni e ignoranti tanto cari al Ministro e al Presidente del Consiglio".

Noi riteniamo che siano un ulteriore e preoccupante segnale di come il colonialismo linguistico pervada sempre maggiori settori dello Stato a destra come a sinistra. Ma andremo avanti comunque, prendendoci ovviamente cura d’informare capillarmente i docenti, i quali certo non amano essere presi in giro", conclude Pagano.

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