Rinnovo contratto, Pacifico (Anief): “Reclutamento preveda percorsi certi per giovani e precari. Firmare contratto ponte con adeguamento economico, poi pensare subito al prossimo” [INTERVISTA]

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Martedì all’Aran al via la trattativa per il rinnovo del contratto 2019-21. Dalla formazione dei docenti alla contrattualizzazione del lavoro agile per gli Ata passando per l’adeguamento economico. A Orizzonte Scuola, per fare il punto della situazione, interviene Marcello Pacifico, presidente di Anief.

Giornata importante domani per Anief. Prima sarete sentiti dalla commissione Istruzione al Senato sul PNRR, poi l’inizio della trattativa per  il rinnovo del contratto. Cominciamo dalla riforma del reclutamento. Quali sono le vostre priorità per cambiarla?

“Ci sono due priorità da dover modificare per quanto riguarda il PNRR. Abbiamo già presentato degli emendamenti specifici. Il primo riguarda il sistema di reclutamento che per Anief deve essere snello, deve prevedere per i giovani e i precari dei percorsi certi, chiari. Si deve eliminare il concorso dopo il conseguimento dell’abilitazione, a seguito della frequenza positiva dell’anno di formazione e andando a eliminare la prova di valutazione finale dopo l’anno di prova. Non solo: occorre reclutare, con un contratto a tempo determinato dalle GPS i precari, sul 50% dei posti disponibili, trasformandolo in tempo indeterminato nel momento in cui il precario consegua un’abilitazione (all’Italia o all’estero) o attraverso l’inserimento in sovrannumero nei percorsi.  Questa visione che noi abbiamo permette di assumere i giovani e di stabilizzare i precari, senza rinunciare al principio del merito”.

L’altra priorità, invece?

“L’altra, invece, riguarda la formazione che non si può non far passare dalla contrattazione. Speriamo che venga chiarito questo. Tutto quello che riguarda il salario accessorio deve essere tema di contrattazione tra governo e sindacati. Chiediamo che questa formazione avvenga all’interno dell’orario di servizio e non fuori. Sulla carta del docente, ad esempio, non siamo disponibili che venga tagliata. Per quanto riguarda, invece, i tagli al personale legati alla denatalità, siamo convinti che le risorse debbano essere riassegnate alle scuole come potenziamento piuttosto che utilizzarli come risparmi per finanziare la riforma del reclutamento”.

Il governo ha convocato i sindacati dopo la proclamazione dello sciopero. Lei pensa sia un tentativo per scongiurare la mobilitazione?

“No, tra l’altro noi ci siamo già mobilitati lo scorso 6 maggio e lo faremo ancora. Questa convocazione, però, arriva in ritardo e noi ne aspettiamo un’altra, quella per il contratto 2022-24. Noi chiederemo al governo di firmare un contratto ponte, visto che riguarda un periodo già scaduto (2019-21), per aggiornare solo la parte economica per dare, dunque, gli arretrati al personale scolastico. Mi permetta di aggiungere che riteniamo poche le risorse a disposizione per il rinnovo contrattuale, ma si tratta comunque di un inizio, servono questi soldi al personale nel momento in cui l’inflazione è schizzata e il caro vita è sempre più asfissiante”.

Sul contratto su cosa, invece, non cederete?

“Acceleriamo per la firma di un contratto ponte con l’adeguamento della parte economica, fermo restando le modifiche sulla riforma del reclutamento, dall’altro, invece, pensiamo subito al contratto 2022-2024 dove intervenire su tutto il resto, dalle sanzioni disciplinari fino alla didattica a distanza passando per il lavoro agile”.

Lei è fiducioso?

“Se il governo non ci ascolta perderà l’Italia perché se non ci saranno cambiamenti sulla riforma e sul rinnovo del contratto. Non ci sarà la firma sul rinnovo contrattuale e continuerà lo stato di agitazione che non finirà il 30 maggio. È interesse di tutto avere una soluzione di buon senso. La riforma del reclutamento ha bisogno di accorgimenti perché senza quelli che ho annunciato sarà più difficile insegnare, aumenterà la precarietà e non saranno nemmeno utile la formazione aggiuntiva. Il governo, pertanto, senza modifiche, fallirà e non rispetterà gli obiettivi prefissati”.

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