Pacifico: i precari possono chiedere gli scatti di anzianità e i docenti di ruolo ottenere per intero servizio preruolo, quanto si può recuperare

di Eleonora Fortunato
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Il commento del Presidente Anief Marcello Pacifico alla sentenza della Cassazione su reiterazione dei contratti a termine, risarcimenti e ricostruzione di carriera.

Pacifico, com’è il tuo personale bilancio sulla sentenza della Cassazione, prevale più la delusione per i precari che non hanno i requisiti ‘giusti’ o la soddisfazione per il riconoscimento del precariato ai fini della ricostruzione di carriera e quindi degli scatti di anzianità?

Ritengo che finalmente la Cassazione, sul principio della parità di trattamento tra personale a tempo determinato e di ruolo, abbia ammesso l’illegittimità della normativa italiana e del CCNL vigente, dopo anni di abusi. A partire da oggi qualunque precario per i dieci anni precedenti può chiedere gli stessi scatti di anzianità del personale assunto a tempo indeterminato, mentre chi è di ruolo può ricorrere per ottenere per intero il riconoscimento di tutto il servizio pre-ruolo. Questo è un grande successo.

Per quanto riguarda eventuali delusioni legate alla mancata stabilizzazione dei precari non partecipi o esclusi dal piano straordinario di assunzione del Governo – conseguenza dell’azione giudiziaria intrapresa – abbiamo sempre selezionato i nostri ricorrenti in base alla vacanza degli organici e quindi all’assenza delle ragioni sostitutive, ecco perché siamo convinti che otterranno i dovuti risarcimenti.

In qualche modo avevi presagito l’orientamento dei giudici?

Certamente quando si parla di quasi 2 milioni di contratti a tempo determinato negli ultimi 15anni era prevedibile un ritardo delle massime autorità giurisdizionali – Consulta e Cassazione – nella pubblicazione di una sentenza che avrebbe interferito con le casse dello Stato a causa di una cattiva amministrazione della Res Publica.

Ma il Parlamento si è già pronunciato su questo tema prevedendo anche uno specifico risarcimento che sebbene il giudice di legittimità voglia contenere, non può essere negato in forma risarcitoria a chi ha avuto più di 36 mesi di servizio senza ragioni sostitutive o ancora, a chi sia rimasto allo stipendio iniziale perché supplente.

Equiparare gli anni di precariato a quelli del servizio ai fini della ricostruzione di carriera rimane una svolta storica nei rapporti tra Stato e lavoratori della scuola. Come mai un simile riconoscimento è arrivato così tardi? Eppure a rigor di logica, non può che essere così…

La domanda sembra più retorica che mai. Ovvio che trattasi semplicemente di un tentativo subdolo di sviare il riconoscimento di un diritto, se non anche di uno dei principi cardine della nostra costituzione che a rigor di logica non poteva che essere così. Mi riferisco proprio a quello l’art 3 della nostra costituzione che richiama comunemente il diritto di uguaglianza.

Avete utilizzato un aggettivo“ storica” più che opportuno. L’Anief fin dal primo anno della sua fondazione – dicembre 2008 – ha denunciato alla stampa la disparità di trattamento tra personale precario e di ruolo da sempre perpetrata del legislatore e dal sindacato rappresentativo. La Cassazione ci ha dato, finalmente, ragione dopo che, siamo riusciti a fare eleggere gli stessi precari alle ultime elezioni rsu. È una battaglia che per noi deve concludersi con una piena equiparazione anche in termini di ferie, malattie e ogni diritto riconosciuto al lavoratore indipendentemente dalla scadenza del contratto. Temi che abbiamo sottoposto all’attenzione del Parlamento anche nell’ultima legge di stabilità in occasione dello sciopero e del sit-in del 14 novembre prossimo. Doveva essere cosi’ a rigor di logica ma lo è stato solo a seguito dei ricorsi che abbiamo presentato e vint0 in tribunale.

Pensi che coloro che hanno le carte in regola per esigere dal Miur le somme illegittimamente non versate faranno valere i loro diritti? Potranno farlo solo i ricorrenti Anief o anche tutti gli altri? Inizierete una campagna d’informazione su questo?

Sì. Per coloro che hanno i fatidici requisiti indicati dalla Cassazione non dovrebbe essere una possibilità ma un MUST. Devono far valere i propri diritti ed ottenere ciò che gli spetta. Anief da sempre informa i propri soci e non solo dei diritti di cui sono titolari e soprattutto dei mezzi attraverso i quali farli valere.

Chiunque ha avuto più di due anni di supplenza ha diritto al pagamento degli scatti di anzianità riconosciuto al personale di ruolo per i contratti avuti negli ultimi 10 anni. Questo stesso diritto lo deve richiamare anche il personale di ruolo per il periodo pre-ruolo o ancora impugnando il decreto di ricostruzione di carriera laddove non riconosce per intero il servizio di precariato svolto dopo i primi 4 anni.

La cifra da recuperare è di almeno uno stipendio in più all’anno per gli anni pre-ruolo come per quelli post-ruolo; sarebbe stupido non farlo dopo la sentenza della Cassazione.

Lo Stato pagherà solo chi ricorrerà o ha ricorso per dei contratti svolti dopo i 36 mesi su posto vacante e disponibile, comunque senza ragioni sostitutive, al di là che si tratti di 31agosto o 30 giugno, per il risarcimento. Dopo 24 mesi, invece, scatta l’aumento anche retroattivo.

Quali scenari si aprono adesso?

Ci aspettiamo ricorsi di massa per dare ai precari e ai docenti di ruolo quanto dovuto per i periodi di precariato svolti, mentre stiamo valutando di adire la CEDU per il personale Ata escluso dal piano straordinario di assunzioni, per il risarcimento spettante al personale di ruolo al di là della piena ricostruzione di carriera e della quantificazione dello stesso risarcimento che dovrebbe essere dissuasivo e non soltanto sostitutivo rispetto alla mancata stabilizzazione avvenuta.

Per aderire ai ricorsi vai al sito Anief sezione ricorsi

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