Pacifico: ecco le mosse dell’ Anief per superamento precariato

di redazione
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Comunicato Anief – In un intervento a Radio Cusano Campus il presidente del giovane sindacato spiega le mosse di Anief (“Una proposta semplice, in sei punti, non solo per risolvere il precariato, ma per valorizzare la professione dei docenti”), chiede che si faccia una volta per tutte una disamina del fabbisogno dei posti nella scuola, più che pensare a risparmiare e bacchetta l’ormai ex ministro

Dalla supplentite alla babele di graduatorie, fino al caso dell’educazione civica. Intervista a tutto campo per il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, ai microfoni di Radio Cusano Campus. Un intervento che sgombera il campo da dubbi e spiega chiaramente la posizione del giovane sindacato sui problemi, alcuni immutati, con cui ci si confronterà anche nell’imminente nuovo anno scolastico.

Sei punti di Anief per la legislatura

“La mancata attuazione del decreto salva precari? Non ha complicato più di tanto la situazione – fa notare il presidente Pacifico – avrebbe stabilizzato circa 30.000 docenti sui 200.000 da stabilizzare. Sarebbe stata una goccia del mare, gradita per carità, ma non avrebbe certamente risolto il problema. Come non avrebbe risolto il problema quello che lo Stato fa ogni quattro, cinque anni, organizzare cioè corsi abilitanti, rendendosi conto che ci sono migliaia di persone laureate e non abilitate, chiamate a insegnare nelle nostre scuole per due, tre, quattro anni, a cui giustamente lo Stato riconosce l’abilitazione. Noi, come Anief abbiamo fatto una proposta semplice in sei punti, non solo per risolvere il precariato, ma in generale per valorizzare la professione dei docenti”.

Nella babele di graduatorie, laddove le GaE sono esaurite, osserva il sindacalista autonomo, “basterebbe trasformare le graduatori d’istituto in graduatorie provinciali e reclutare da lì i docenti. Invece di dare contratti a tempo determinato si potrebbe procedere con quelli di ruolo e si eviterebbe anche la procedura d’infrazione della Commissione Europea”

Una grande presa in giro

Non si può girare lo sguardo, come fa la politica, dinanzi alla marea di precari, che affollano la scuola. Anief è al loro fianco da sempre e, certo, non si tira indietro adesso. Al di là di proclami e propaganda che si sono susseguiti, anche negli ultimi mesi da parte della politica.

“Il decreto salva precari? Sarebbe stata – commenta il presidente Pacifico – una ciambella di salvataggio per un anno. Nel decreto dignità della scorsa estate si è deciso che, nonostante un’eventuale sentenza che avrebbe portato dall’esclusione dalle GaE dei diplomati magistrale, questi docenti avrebbero avuto la possibilità di insegnare fino al 30 giugno, in nomedella continuità didattica. Se il fine è la continuità didattica, non dovrebbe valere solo per un anno, facciamo notare noi. Se un titolo è valido per insegnare, si chiarisca perché è valido per insegnare solo da precario e non per entrare di ruolo. È una grande presa in giro. O in questo Paese si decide che nessuno, svegliandosi la mattina può insegnare o si decide che chiunque ha un titolo, per esempio con le Mad, può insegnare. E se insegna, per due, tre anni, dà voti e fa scrutini, lavora come chi è di ruolo, educa i nostri figli, li fa andare avanti, o magari li boccia, perché quando chiedono di essere assunti ci si dimentica di loro?”

Basta tagli

Il nodo è evidente, se si guarda all’Istruzione come a un comparto in cui si può tirare avanti, tagliando e risparmiando, non si va da nessuna parte. “Bisognerebbe fare, a priori, – aggiunge il leader di Anief – una disamina del fabbisogno reale dei posti, quanti ne servono per far funzionare bene la scuola, non quanti se ne possono risparmiare per far funzionare male la scuola. Questo è il problema”.

La mossa di Bussetti, un controsenso

L’ostinazione dell’ormai ex ministro Marco Bussetti, che vuole introdurre a tutti i costi da questo anno scolastico, l’insegnamento dell’educazione civica – contro il parere contrario di Anief, e non solo – merita solo poche parole. “È un bluff, un controsenso – conclude Pacifico – se fossi ministro e pensassi a qualcosa del genere, non farei un provvedimento che nega la nostra costituzione, le leggi vanno rispettate e serve buon senso, al ministro Bussetti è mancato anche quello”.

Ascolta l’intervista integrale al presidente Pacifico

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