Pacifico (ANIEF-UDIR): pochi 85 euro di aumento, dovuti almeno 220. 1 su 10 insegnanti sarà ancora precario

di Anselmo Penna
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Oggi il Ministro Fedeli ha rilasciato una lunga intervista su alcuni degli argomenti caldi dell’estate. Tra le questioni ancora aperte i licei quadriennali, contratto, precariato. Su questi argomenti abbiamo sentito Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF e dell’UDIR

 

Presidente, iniziamo dall’annuncio di apertura: Erasmus nelle scuole e bando entro pochi giorni per 2mila nuovi DD. SS.?

In principio era Comenius, se ora si vuole introdurre l’Erasmus alle Superiori, ben venga a condizioni di trovare la copertura per borse di studio che garantiscano tutta la durata del progetto. Da ex – studente Erasmus non posso che plaudire a questa iniziativa che ci può soltanto avvicinare all’Europa ma non si può chiedere alle famiglie di trovare i soldi o discriminare gli studenti in base al censo lasciando soltanto ad alcuni questa meravigliosa esperienza. Sul concorso a dirigenti scolastici tanti annunci in due anni, ora si deve passare ai fatti. Ma mi chiedo perché non indire, nel frattempo, una nuova sessione riservata a tutti i ricorrenti del 2011 per sopperire alla carenza di organico e ai vicari con tre anni di reggenze? Risolveremo il problema subito senza aspettare i tribunali.

L’alternanza scuola – lavoro sembra il cavallo di battaglia della riforma Renzi anche se il ministro non intende nascondere gli abusi?

Finalmente qualcuno ci dà ragione. E’ stata introdotta velocemente e senza tutti i decreti ministeriali previsti dalla legge. Penso allo Statuto degli studenti lavoratori? Dov’è? Basta scrivere le norme piuttosto che aprire una mail dedicata. E poi non si è posto il problema delle scuole collocate in zone economicamente depresse. Bisogna riaprire una seria riflessione su cosa avvenuto e ripartire con precise disposizioni ministeriali.

Nuove regole per studenti e insegnanti in merito agli esami di Stato? Come le giudica?

Quando si introducono nuove regole bisognerebbe ascoltare gli operatori del settore. Se 600mila docenti e ata scioperano contro la legge 107 non è soltanto per campanilismo. L’Invalsi, uno strumento utile per monitorare ma non per valutare perché non tiene conto del territorio che continua ad avere organici e risorse in base a un mero dato quantitativo delle iscrizioni e non in base ad altri indicatori: scuole a rischio, piccole isole, comunità montane o isolate, alta disoccupazione o tasso di abbandono. Come si pensa di promuovere l’educazione permanente con soltanto 100 Cpia o con organici uguali ai Parioli di Roma e allo Zen di Palermo?

Ma almeno la sperimentazione a 18 anni non ci avvicina all’Europa?

Forse ad alcuni Stati degli USA dove è stato abolito il titolo di studio. Ma che senso ha anticipare di un anno il diploma quando l’obbligo rimane a 16 anni, non certo come voleva Berlignuer. E poi il nostro problema è l’alto tasso di NEET tra i 15 e i 24 anni. Basta ascoltare Anief e anticipare di un anno l’obbligo scolastico con un anno in più di infanzia in un segmento che lo Stato copre per soltanto un terzo dei nostri bambini.

Per la prima volta però i supplenti della scuola potrebbero scendere sotto quota 100 mila…

Bel traguardo, uno su dieci continuerà a garantire l’anno scolastico da precario al di là dei supplenti brevi. Ma perché il Miur, come richiede Anief da anni, non ha fatto una seria inchiesta trasformando tutti i posti da organico di fatto in organico di diritto? Sul sostegno ce ne sono liberi o in deroga soltanto 40mila, per gli ATA la metà, altro che spezzoni. Così come è, i supplenti continueranno a ricorrere e otterranno risarcimenti dai Tribunali. Ma come si fa a perdere un terzo delle immissioni in ruolo perché hai docenti abilitati ma non inseriti in Gae, a cui chiedi di superare un nuovo concorso….i paradossi della supplentite italiana.

Ma non va bene niente per Anief allora? Almeno sul rinnovo dei contratti per il personale della scuola, sugli scatti di anzianità per i docenti universitari, sulla progressiva equiparazione dei dirigenti della scuola a tutti quelli del pubblico impiego, una nota positiva?

Belle parole. Sul contratto abbiamo diffidato le altre organizzazioni sindacali di accontentarsi di 85 euro al luogo dei 220 euro dovuti, se si considera che l’inflazione nell’ultimo decennio è salita di 14 punti mentre l’indennità di vacanza contrattuale è stata bloccata nonostante la legge preveda l’erogazione mensile di un assegno pari al 50% del costo della vita certificato. Non ci vogliano ascoltare, perfetto. Indicano un referendum tra i lavoratori della scuola per non parlare della continua disparità di trattamento tra personale di ruolo e precario e del pasticcio sulla mobilità che niente ha a che fare con la continuità didattica. I professori universitari hanno ragione a indire uno sciopero perché gli stipendi devono essere sbloccati così come per il personale della scuola e della ricerca. Sui dirigenti scolastici, il ministro sposa la linea di Udir ma se non sblocca la RIA per i presidi neo-assunti dal 2001 e non ridistribuisce il FUN, penalizzerà sempre e soltanto i soli dirigenti della scuola. Servirebbero risorse per raddoppiare gli stipendi? Al di là degli annunci, dove sono? Quello che Anief e Udir chiedono nelle aule dei tribunali della Repubblica e alla Comunità europea.

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