Pacifico (Anief): stabilizziamo i precari anche con 24 mesi di servizio

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Anief – Attraverso una diretta Facebook il presidente dell’Anief, il professore Marcello Pacifico, ha fatto il punto della situazione sulle varie problematiche della scuola. Tra i temi trattati: emergenza Covid, il reclutamento dei docenti, la stabilizzazione dei precari, il pensionamento, 300 euro in più per rischio biologico

Il presidente del giovane sindacato Anief, Marcello Pacifico, attraverso una diretta Facebook, si è espresso sui vari punti che vanno affrontati affinché la scuola possa fare un reale passo in avanti.

Pacifico ha affermato che “l’Anief ha partecipato a tanti incontri, siamo stati operativi e attenti a ciò che è accaduto rispetto al Covid, abbiamo fatto proposte in Parlamento per la modifica delle norme e continuiamo a ritenere che tanto non va. Ci sono questi concorsi che sono stati banditi. Perché? Perché nel dicembre del 2019 cinque sigle sindacali hanno firmato con l’ex ministro Lorenzo Fioramonti un accordo che ha dato luogo alla legge 159/2019, legge contro la quale abbiamo manifestato in piazza cercando di cambiarla. A novembre, da soli, abbiamo fatto una manifestazione contro l’accordo del decreto legge che era di ottobre, che si è trasformato in legge a dicembre; l’accordo era di settembre, ancora su un accordo di aprile. Abbiamo cercato in tutti i modi di bloccare; abbiamo fatto dei ricorsi e ne vedremo l’esito. Questi ricorsi, lo abbiamo detto più volte, anche quello straordinario, non risolvono il problema del precariato. Qui il problema è di tutti i precari con 36 mesi, Anief dice anche con 24 mesi di servizio; infatti, esiste un decreto dignità, la legge 96/2018 che si applica al privato. Il problema, ripetiamo, è stabilizzare i precari. L’Europa dice che dopo 36 mesi di servizio ci deve essere un automatismo che ti porta a essere stabilizzato. E qual era questo automatismo? L’inserimento nelle GaE, l’inserimento in un doppio canale di reclutamento. Nel caso delle Gps, l’Anief mai avrebbe pensato che ci sarebbe stata una differente tabella di valutazione che rivoluzionasse i punteggi; questo non è giusto, è illegittimo, perché va a violare le aspettative di chi da 17 anni fa il supplente. Ecco perché facciamo ricorsi: lo facciamo quando le cose non funzionano, quando nei tavoli diciamo cosa non funziona e non ci ascoltano. Il nostro fine è tutelare i precari, con 24 mesi, anche su sostegno: devono essere stabilizzati o inseriti in graduatorie che prima o poi li porteranno ai ruoli”.

Continuando, il sindacalista autonomo ha ancora aggiunto che “non capiamo perché ora gli altri sindacati sposano le tesi Anief, quando noi abbiamo lottato prima che venisse firmato quell’accordo. Il nostro fine è la stabilizzazione dei precari, poi di concorsi se ne possono fare tantissimi. Noi parleremo di fatti concreti quando a febbraio uscirà la sentenza del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo fatto dall’Anief per chi ha 36 mesi di servizio, allora lì parleremo di fatti. E poi parleremo di fatti anche quando uscirà la sentenza per chi è diplomato magistrale ed è stato buttato fuori dalle scuole. Noi lottiamo per la mobilità dei docenti, per il loro diritto di ricongiungersi alla famiglia, per l’assegnazione di 300 euro in più ai precari e ai docenti di ruolo per rischio biologico, per il pensionamento a sessant’anni. Queste non sono favole ma sono diritti. Noi lottiamo ancora, cercando di dare soluzioni al Governo per i vari problemi che affliggono la scuola”, ha concluso il presidente Anief.

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