Pacifico (Anief): “Graduatoria annuale e percorsi abilitanti per i docenti con 36 mesi di servizio. Il concorso straordinario non risolve la supplentite” [INTERVISTA]

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Anief sottoscrive il Ccni che disciplina la didattica a distanza. “Il nostro obiettivo è stato tutelare gli insegnanti e tutelare il diritto degli studenti a fruire della didattica a distanza”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato.

Anief sottoscrive il Ccni che disciplina la didattica a distanza, proprio ora che la dad torna ad essere realtà. Si va di fatto verso le lezioni a distanza al 100% per le scuole superiori.

“Ci siamo ritrovati a firmare in un momento in cui il Paese andava per il 75%, ora la situazione è cambiata ancora.
Certamente la didattica a distanza non è sostituibile alla didattica in presenza perché non ha con sé quell’aspetto pedagogico ed educativo che da remoto non si può dare.
Pur consapevoli di questo, di fronte alla necessità di chiudere le scuole perché non si è stati in grado di garantire la sicurezza sui mezzi pubblici per raggiungere le scuole, perché restano le classi pollaio e per tutta un’altra serie di motivi, ci siamo ritrovati in questa situazione.
Il nostro obiettivo al momento della firma del contratto è stato tutelare gli insegnanti e tutelare il diritto degli studenti a fruire della didattica a distanza.
Siamo riusciti a eliminare la proposta del ministero di recuperare nelle banche ore eventuali ore non svolte nella dad. Siamo anche riusciti a inserire la parte relativa alle pause dopo tot ore di lavoro e dopo tot lezioni fatte da remoto. Abbiamo infatti visto in passato che molti lavoravano molte ore al giorno ed era quindi giusto firmare un contratto che chiarisce che bisogna rispettare un orario di lavoro e che ribadisce che c’è il diritto alla disconnessione. Contemporaneamente anche gli alunni hanno degli orari da seguire e una didattica a distanza disciplinata”.

C’è qualcosa che manca?

“Mancano, ma questo non nel contratto bensì nella legislazione ed è quello che noi chiediamo con un emendamento al decreto Ristori, 200 milioni di euro per estendere la card di 500 euro ai 250mila precari, compresi quelli dell’organico Covid, e agli oltre 50mila amministrativi che lavorano da casa con la modalità agile.
Non è un caso che il ministero nelle more in una nota ha invitato i ds ad attribuire il comodato d’uso dei pc agli insegnanti. Il finanziamento non può essere sostenuto dal contratto ovviamente. Ci vuole un intervento legislativo che modifichi la legge 107″.

Per quanto riguarda la formazione per fare didattica a distanza?

“Questo è un altro elemento che abbiamo messo nel contratto. Oggi è necessario verificare questa competenza, ma ci devono essere gli strumenti e appunto serve l’estensione della card. Quand l’Anief chiedeva la carta 500 euro per i precari e gli Ata non lo faceva perché voleva regalare dei soldi a qualcuno, ma per permettere a tutti di svolgere bene il proprio lavoro”.

La ministra Azzolina ha recentemente incontrato i sindacati. Sul tavolo anche il rinnovo contratti e le assunzioni. Quali sono le vostre proposte?

“Le nostre proposte sono in 15 punti fondamentali, da inserire nella legge di Bilancio. Non si può pensare che in attesa del Recovery fund non si parli più delle classi pollaio. Abbiamo quindi chiesto al ministro di aprire il tavolo previsto dal protocollo sulla sicurezza per riformare i criteri restrittivi della legge 133 del 2008 che ha portato al licenziamento di più di 200mila insegnanti, 50mila amministrativi, 4mila sedi di presidenza e quindi posti di Dsga, alla dismissione di 15mila posti”.

In legge di Bilancio 25mila posti in più sul sostegno

“E’ una battaglia dell’Anief. Da 10 anni è aperta la nostra iniziativa Non un’ora di meno, una battaglia legale gratuita per le famiglie. Abbiamo sempre denunciato come illegittimo una norma che fissi un tetto a questi organici. Abbiamo presentato ricorsi per far riconoscere i posti in deroga come organico di diritto. Questo è quindi un primo passo verso quello che Anief sta facendo da anni, a fronte di un numero di alunni con disabilità certificata sempre più in aumento”.

Torniamo al rinnovo dei contratti. Anief è categorico: “Almeno 180 euro di aumento stipendio”

“Il ministro Azzolina ha riferito che il ministro Dadone sta cercando di mettere delle risorse aggiuntive per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici.
Noi riteniamo che rispetto ai 100 euro già previsti almeno nelle more debbono essere messi almeno altri 80 euro per recuperare l’inflazione cresciuta negli ultimi 10 anni.
Sarebbe un segnale da parte del governo, in attesa che si riconosca quel rischio biologico legato a chi insegna e lavora in presenza a scuola. Ad ogni modo va riconosciuto il burnout che soprattutto chi lavora nella scuola matura. Bisogna poi andare a rivedere il sistema delle pensioni e aprire delle finestre che permettano al personale docente di poter andare prima in pensione e non avere la classe docente più vecchia del mondo, come succede oggi.
Abbiamo inoltre ribadito che sarà essenziale per il personale Ata rivedere i profili professionali, per il personale docente riconoscere il ruolo della vice dirigenza e per il personale precario riconoscere la parità di trattamento dei diritti come il personale di ruolo.
Sul reclutamento abbiamo sottolineato che non riteniamo il concorso straordinario come la soluzione al male della supplentite. Questo percorso non deve essere selettivo ma ammettere alla graduatoria annuale chi ha 36 mesi di servizio. Soltanto riaprendo il doppio canale di reclutamento ai precari si può rispettare la norma comunitaria. Oppure si possono riaprire le Gae annualmente e organizzare sempre annualmente dei percorsi abilitanti aperti a chiunque abbia 36 mesi di servizio. Questo risolverebbe anche il problema degli Itp e dei diplomati magistrale, mentre oggi il concorso straordinario è riservato solamente al personale della scuola secondaria”.

Permane il vincolo quinquennale, quali sono le vostre richieste su questo discusso punto?

“Il blocco di 5 anni non ha ragione di esistere. E’ arrivato il momento di abolirla, ancora di più in tempo di Covid. C’è bisogno di eliminare tutti i paletti, anche perché il Covid ci sta dimostrando che si può lavorare a distanza da un pc a 2000 km da un altro. Chiediamo agli altri sindacati di sposare la linea dell’Anief”

Ora si attende la firma degli altri sindacati sul contratto della dad

“Per Anief si tratta del primo contratto integrativo, perché sindacato rappresentativo e aveva il diritto di firmare. Per quanto riguarda i contratti sottolineo un paradosso: se una confederazione non firma un contratto quadro e un sindacato non firma un contratto integrativo può continuare ad avere tutte le prerogative sindacali, se invece non firma un contratto collettivo nazionale o era impossibilitato a firmare, per norma contrattuale si resta esclusi da altri tavoli contrattuali integrativi”.

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