Stipendio docenti, Pacifico (Anief): aumento con i 3000 euro di arretrati è l’urgenza. Prima di dicembre può arrivare la firma del Contratto. INTERVISTA

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“Agli insegnanti bisogna riconoscere prima di tutto la dignità e questa passa dalla lotta al precariato. Non si può più tollerare che la scuola italiana sia precaria”. così Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a Orizzonte Scuola. Tra le urgenze il rinnovo del contratto, che potrebbe vedere la firma prima di dicembre.

Per il rinnovo del contratto 300 milioni di euro in più, l’Aran ha però messo un freno su questo punto

I 300 milioni di euro sono stati sottratti al Mof per darli in contrattazione.
Si attende che la modifica dell’atto di indirizzo inviato al ministero della Funzione Pubblica venga trasmesso all’Aran. I tempi, pensiamo, andranno a coincidere con l’insediamento del nuovo governo e quindi dobbiamo capire se il nuovo ministro ha intenzione di confermare o modificare a sua volta l’atto di indirizzo, anche in vista della nuova legge di bilancio, magari con delle risorse aggiuntive.

Considerate queste risorse aggiuntive, quali sono le cifre?

Complessivamente saranno 120 euro lordi, non a tutti, perché andranno in base ad alcune modifiche introdotte dalla legge di bilancio per premiare la professionalità. Sono certamente di più degli 80 euro lordi del contratto 2016-2018, sarà il 25% in più. Ma è ancora certamente lontano dalle promesse elettorali e da quello che abbiamo sempre denunciato: l’inflazione registrata negli ultimi otto mesi è raddoppiata. Sono comunque 20 punti di differenza. Siamo al 4,22% di aumento rispetto al 3,48% del precedente contratto. Nella legge di bilancio nuova bisognerà trovare delle risorse in più, innanzitutto per adeguare l’indennità di vacanza contrattuale. Abbiamo stimato che ci vogliono 6 miliardi per aggiornare l’indennità di vacanza contrattuale, che dovrebbe portare un aumento da gennaio 2023 del 4%, quindi di altri 70-80 euro nelle more del nuovo contratto 2022-24.

Quali sono le tempistiche che porteranno alla definizione e chiusura del nuovo Contratto?

Abbiamo registrato nel secondo incontro all’Aran la disponibilità di quasi tutte le sigle sindacali per firmare il contratto ponte. Poi è saltato per la richiesta di ulteriori risorse. Con l’assegnazione di questi 300 milioni di euro potrebbero crearsi le condizioni per arrivare alla firma del nuovo contratto prima di dicembre.
Noi abbiamo dato la nostra disponibilità, con l’impegno di trovare risorse aggiuntive, fin da luglio, preso atto che l’inflazione e l’aumento dei prezzi necessitano di liquidità immediata nelle tasche dei lavoratori della scuola. E’ inutile assegnare 150 euro una tantum, il personale ha bisogno di un aumento ogni mese e dei 3000 euro di arretrati.

Per Anief l’urgenza in questo momento è quindi chiudere la partita del Contratto. Quali sono le altre urgenze della scuola cui dovrà far fronte il nuovo governo?

Sicuramente il precariato. Un docente su quattro è precario, sul sostegno uno su due. La precarietà è il primo elemento da rimuovere per garantire la libertà di insegnamento e il potere che il direttore Unesco vorrebbe fosse riconosciuto agli insegnanti. Il primo intervento che chiediamo al governo è combattere la precarietà assumendo su tutti i posti vacanti e disponibili senza titolare anche su posti in deroga sul sostegno, attraverso il doppio canale del reclutamento. Uno degli effetti della precarietà, del lavorare fuori sede, è l’allontanarsi dalla propria famiglia, fatto ancora più grave perché la maggior parte del corpo docente è donna, ed è costretta a distruggere l’equilibrio della famiglia.
Vanno rimossi immediatamente i vincoli e le disparità di trattamento tra precari e personale di ruolo.
Abbiamo poi la classe docente più vecchia del mondo, questo sempre a causa della precarietà. L’età media degli immessi in ruolo è 45 anni. Più del 50% è sulla soglia dei 60 anni. Avere la classe più vecchia del mondo è una patologia. La politica ha il dovere di riconoscere la funzione docente e portarle rispetto, di valorizzarla, e finirla di mortificarla ogni giorno.

Tanti problemi si sono riscontrati nell’assegnazione delle supplenze dei docenti. In alcune scuole mancano addirittura gli insegnanti nelle graduatorie e si ricorre alla MAD. C’è però il divieto di presentare MAD per coloro che sono inseriti in graduatoria

Abbiamo chiesto l’accesso al software, bisogna capire cosa sia successo nella gestione dell’algoritmo che assegna le supplenze. Ci sono docenti con punteggi con due zeri rimasti senza incarico, è un fatto eclatante. A questo si aggiunge che le persone escluse non possono prendere incarico da MAD. Il sistema è evidentemente sbagliato e genera altra precarietà. Avevamo chiesto di eliminare questo ennesimo vincolo.

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