Pacifico (Anief): “Assunzioni da GPS? Oggi l’informativa. Sulla mobilità serve intervento nel Pnrr. Necessaria indennità di sede per chi lavora fuori”. INTERVISTA

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Inizia il voto agli emendamenti al decreto Milleproroghe. Diverse le proposte di modifica riguardanti la scuola: dalla mobilità alla proroga dell’organico ex Covid. Oggi anche l’incontro tra Sindacati e Ministero dell’istruzione e del merito sul reclutamento. A Orizzonte Scuola Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Un emendamento al Milleproroghe propone la proroga per il prossimo anno. La situazione però sembra essere più complessa e cioè il limite previsto dal Pnrr. Come si può risolvere?

Inizialmente nel Milleproroghe era stata inserita una norma per prorogare i criteri sulla mobilità applicati l’anno scorso. Si era però sollevato il problema che andava in conflitto con quanto previsto nel Pnrr, in cui è prevista una specifica voce dove si dice che si vincola il personale per 5 anni per garantire la continuità didattica.
Ci sarebbe una sorta di incompatibilità con il Pnrr. O questo viene superato perché riguarda una proroga della 107 oppure ci deve essere per forza un intervento sul Pnrr. Entro metà febbraio ci sarà un decreto di revisione dello stato attuativo del Pnrr, bisognerà cambiare l’obiettivo del Pnrr per garantire la mobilità o prevedere una fase transitoria.
Bisogna agire non nel Milleproroghe ma nel prossimo decreto del Pnrr.

A proposito del personale che lavora lontano da casa, il Ministro Valditara ha parlato di differenziazione degli stipendi del personale docente. Cosa ne pensate voi di Anief?

Non si può pensare che si spenda tutto lo stipendio per lavorare. Anief ha chiesto da tempo una specifica indennità di trasferta, già prevista per i metalmeccanici, che arriva a 88 euro al giorno tra trasferta, pernottamento, pranzi e cene. In ogni caso, il Governo deve garantire delle risorse per poter istituire e regolare l’indennità di sede.

Ci sono novità sull’organico aggiuntivo?

Il Governo è cosciente che c’è la necessità per le scuole di avere un organico aggiuntivo per sviluppare il Pnrr. Ci sono delle interlocuzioni per capire se si possono utilizzare i fondi del Pnrr per finanziare questo organico e poi se c’è la possibilità di averlo anche oltre il Pnrr.
Noi chiediamo che venga utilizzato a regime.

E sempre sul Pnrr bisogna intervenire per quanto riguarda il reclutamento. E’ attesa la risposta dalla Commissione UE. Come vi siete lasciati e cosa vi aspettate?

Ci siamo lasciati al termine del secondo incontro con una condizione tra Ministero e Sindacati sulla necessità di andare verso una revisione del doppio canale di reclutamento con l’utilizzo delle graduatorie, assumendo i precari dalle GPS. Noi chiediamo che si utilizzino le graduatorie, le stesse da cui si chiamano i supplenti.
Ci aspettiamo un’informativa su ciò di cui si è discusso in Commissione UE.
L’altro problema è il vincolo tra reclutamento e formazione universitaria previsto dal Pnrr: le persone che vengono assunte devono avere una formazione università certificata.
L’interlocuzione con l’Europa si basa sulla richiesta di modifica della fase transitoria pensando a un sistema che includa tutti i precari. E se sì, a quali condizioni? Ci aspettiamo una risposta su questo e vedremo se c’è una linea comune.

Rimangono comunque molte questioni aperte. Ricordo i precari che sono nelle graduatorie di merito e sono idonei, l’attuale normativa prevede che le graduatorie scadano dopo due anni. Chiediamo che queste graduatorie vengano invece utilizzate almeno fino a quando saranno pubblicate quelle del futuro concorso. Poi ci sono le graduatorie del concorso straordinario, il cui numero di posti banditi era troppo limitato: chiediamo quindi un’integrazione sui posti.
E ancora: il problema degli insegnanti di religione cattolica, in particolare sulle modalità di svolgimento del concorso riservato; l’accelerazione delle procedure di riconoscimento del titolo del personale abilitato all’estero (ci sono mille ordinanze di commissariamento sul ritardo della valutazione delle domande).

Infine il numero programmato dei corsi di accesso ai TFA sostegno che non garantisce di avere personale specializzato a sufficienza.

E non dimentichiamo il problema degli organici: quando si hanno la metà dei posti in deroga, è chiaro che si devono trasformare in organico di diritto quei posti che si danno sempre di deroga.

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