Pacifico (Anief): assumere da Gps, concorsi non risolvono precariato. Rischio Covid? 300 euro al mese a docenti e Ata

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“Il Covid ci deve far riflettere su diversi aspetti”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, in un’intervista, affronta il tema dei concorsi in piena pandemia, le soluzioni al precariato e il rischio biologico per il personale scolastico, per il quale chiede “10 euro al giorno come segno di attenzione”

E’ il caso di far svolgere il concorso straordinario in questo momento? Il Pd ha chiesto il rinvio delle prove a ridosso delle vacanze di Natale, ma i calendari sono stati pubblicati: si inizia il 22 ottobre

Non servono rinvii, il problema vero è che i concorsi non sono la soluzione al precariato. Continuiamo a ribadire la necessità di tornare al doppio canale di reclutamento, quindi alla riapertura delle Gae o all’assunzione dalle graduatorie di istituto o anche dalle GPS, a condizione che la nuova tabella di valutazione dei titoli venga annullata perché ha scontentato tutti e violato il principio di affidamento. Il personale della scuola deve essere stabilizzato come si stabilizza il personale della sanità e degli enti locali. La storia ci ha insegnato che non è attraverso i concorsi straordinari-riservati che si risolve il problema del precariato.

Non è prevista al momento una prova suppletiva. Cosa succede ai candidati in quarantena?

E’ incostituzionale escludere dei candidati per condizioni di salute. Si devono fare per forza delle sessioni suppletive. Basterebbe al decreto agostano approvare una norma dove si vanno a convertire dopo 36 mesi a tempo indeterminato i contratti a tempo determinato sui posti vacanti e disponibili. Continuare a fuggire quanto prescrive la Comunità europea in merito alla non reiterazione dei contratti a termine e alla prevenzione dell’abuso dei contratti a termine attraverso dei concorsi non porterà all’Italia a sottrarsi da una condanna della Commissione stessa nella procedura di infrazione o una condanna da parte del Consiglio d’Europa nei reclami collettivi che Anief ha intentato contro lo Stato.

Graduatorie provinciali piene di errori, non mancano le segnalazioni. Questo ha portato a ulteriori problemi nell’assegnazione delle supplenze?

Era prevedibile nel momento in cui si cambia tutto a un tratto la tabella di valutazione dei titoli e si cambiano allo stesso tempo i criteri di valutazione dei titoli fatti in questi anni, demandando alle scuole polo la valutazione degli stessi.

Gli errori sono dovuti quindi soprattutto al cambio della tabella di valutazione dei titoli?

Certamente. Quando il Parlamento ha autorizzato il ministro con un’ordinanza a gestire anche i criteri per graduare la posizione degli aspiranti dato dalla necessità di avere le GPS il prima possibile pronte, bypassando l’iter normale che avrebbe richiesto più di 60 giorni per poter approvare una modifica al regolamento. Nessuno si aspettava che si facessero le graduatorie diverse e con nuovi criteri. Il sistema delle circa 750mila domande non ha retto, ma considerate le premesse è normale.
Ora si potrebbe verificare caso per caso se la tabella di valutazione è stata correttamente applicata. Noi come Anief abbiamo contestato anche i criteri di valutazione della tabella e quindi l’unica strada è annullare la tabella di valutazione dei titoli e ripristinare la tabella delle vecchie graduatorie di istituto. E’ anche la soluzione più semplice rispetto all’analisi di migliaia di reclami pervenuti.

Un inizio anno non facile tra precari e Covid…

Il Covid ci deve far riflettere su diversi aspetti. Il primo problema fondamentale è la presenza di un rischio biologico effettivo a scuola perché c’è l’assembramento. Per questo deve essere garantito un assegno non solo al personale sanitario ma anche al personale scolastico.

Sarebbe un assegno da 300 euro al mese?

Sì, sarebbero 10 euro al giorno, rispetto ai 40 euro di un infermiere e ai 100 euro di un medico. Non sarebbe la soluzione ma almeno un segno di attenzione da parte del governo.

Tornando alla riflessione sul Covid, c’è un problema legato alla mobilità, intesa come la possibilità di potersi ricongiungere con i propri cari. In questo momento ci vuole una mobilità straordinaria, delle procedure che permettano ai lavoratori di ricongiungersi con le proprie famiglie.

Bisogna poi pensare ai lavoratori fragili: deve essere prevista una finestra per l’uscita delle pensioni che non può essere superiore ai 61-62 anni e senza penalizzazioni. Si potrebbe dare una prima risposta considerando tutti i lavori svolti a scuola come gravosi.

Sul precariato e in particolare gli insegnanti di sostegno è chiaro che ci sono delle difficoltà. Il ministro Manfredi ha raddoppiato i numeri sugli accessi alla specializzazione, ma ancora una volta riguardano l’offerta formativa degli atenei e non le esigenze effettive delle scuole (organico, numero posti scoperti…).

Cosa chiede Anief?

Abbiamo scritto nei giorni scorsi al ministro Azzolina: chiediamo un incontro politico per affrontare i temi del precariato, dei licenziamenti dei diplomati magistrale, sulla considerazione del diploma tecnico pratico per accedere all’insegnamento. Vogliamo inoltre aprire il tavolo sul lavoro agile, che deve essere garantito anche dal punto di vista contrattuale nella scuola.

 

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