Pacifico (Anief): 150mila assunzioni con riapertura doppio canale di reclutamento esteso alle Gps. Stato di agitazione? Lo siamo da agosto. INTERVISTA

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Una legge di Bilancio “da riscrivere” sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non c’è nulla sul precariato, non ci sono risorse per il rinnovo dei contratti, nulla per il personale ATA che anzi è stato umiliato. Siamo in stato di agitazione da agosto scorso, quando non abbiamo firmato il protocollo di sicurezza sul rientro a scuola”.

Perché bisognerebbe riscrivere la parte sulla scuola nella legge di Bilancio?

Perché non ci sono le risposte adeguate: in primo luogo per andare a rinnovare i contratti, in secondo luogo per risolvere il problema della fascia transitoria del precariato, in terzo luogo perché nn ci sono gli impegni presi sulla riorganizzazione degli organici e quindi della sicurezza nelle scuole. E poi ci si dimentica degli impegni presi sull’abolizione dei vincoli sulla mobilità.
Si parla di ridurre il numero di alunni per classe ma si dice che si manterrà l’invarianza finanziaria. Già una classe over 25 per noi non rispetta gli attuali criteri sulla sicurezza, che impongono da 1 un metro e ottanta di distanza tra un alunno e l’altro, e non rispettano i requisiti di distanziamento sociale al tempo del covid, che richiedono non più di 15 alunni per ogni 35 metri quadrati.
Questo problema ha ricadute sugli apprendimenti perché questo elevato numero di alunni per classe non consente di migliorare la didattica.

Come novità l’educazione motoria alla primaria

Sull’educazione motoria si è fatto come sempre una riforma a pezzi: si introduce questo insegnamento soltanto per la quarta e quinta classe e non si capisce perché le altre classi siano state escluse. L’insegnamento di educazione motoria è in particolar modo funzionale per l’attività posturale che va a influire sui primi anni di vita dei bambini. Chiederemo di estenderlo con emendamento.

Sul precariato? Il governo aveva parlato di concorsi semplificati

Per quanto riguarda la semplificazione dei concorsi, il mettere da parte una buona percentuale, il 30% dei posti, non risolve il problema del precariato. Lo abbiamo visto con il concorso straordinario che prevedeva di assumere tutti i precari supplenti, in realtà ne ha assunti solo 20 mila dei più di 400mila inseriti nelle graduatorie per le supplenze. La questione del reclutamento è vero che sarà affrontata nel Pnrr, ma è anche vero che l’Italia ha promesso all’Europa di risolvere il problema entro dicembre 2022. Questo significa che il primo settembre del prossimo anno l’Italia non ha alcuna intenzione di affrontare il tema della fase transitoria del precariato. E questo si vede nella legge di Bilancio dove non c’è nessun accenno al tema del precariato. Noi riteniamo che il primo settembre le scuole non possono avere 200 mila supplenti: serve una soluzione immediata con la riapertura del doppio canale di reclutamento esteso alle Gps senza limitazione su tutti i posti vacanti. Questo ci permetterebbe di avere subito 150 mila assunzioni di personale docente rispetto alle 80 mila fatte quest’anno.

Ovviamente bisogna anche assumere il personale ATA, ma per fare questo va capito prima l’importanza del personale ATA. Uno dei motivi per cui protestiamo contro questa legge di Bilancio è che il personale ATA è stato umiliato due volte: alla scuola non viene dato un euro, nell’università vengono dati 350 euro per ogni amministrativo; e poi nella motivazione espressa sugli aumenti ai dirigenti scolastici, viene ignorato il lavoro che fanno i dsga e gli assistenti di segreteria.

Perché non si dovrebbe firmare il contratto?

Come si fa se le uniche risorse stanziate, aumentate di otto volte, sono quelle relative alla contrattazione integrativa, cioè a un merito che non è misurabile ma che viene dato discrezionalmente dai dirigenti scolastici in base a dei nuovi criteri aggiuntivi rispetto a quelli precedenti.
Gli stipendi di tutto il personale sono otto punti sotto l’inflazione e sono molto lontani dalla media europea, addirittura tengono una discriminazione tra personale di ruolo e precario. Tutte queste cose non ci portano a firmare il contratto.

Flc Cgil, Snals, Uil, Gilda hanno proclamato lo stato di agitazione, qual è la posizione di Anief?

Anief è in stato di agitazione da agosto scorso, tanto che non abbiamo firmato il protocollo di sicurezza, abbiamo proclamato lo sciopero per il primo giorno di lezione e ogni giorno facciamo decine di assemblee per informare e consultare i lavoratori. Siamo contenti che anche gli altri finalmente hanno iniziato lo stato di agitazione.

Non basta la riduzione del vincolo a tre anni sulla mobilità?

Rimane un vincolo triennale che coinvolge anche l’assegnazione provvisoria quando fino al 2018 l’assegnazione provvisoria era annuale. E poi c’è un problema legato al rinnovo del contratto: speriamo che gli altri sindacati, in sede di contrattazione, vadano ad abolire le quote restrittive legate ai trasferimenti e chiedano delle specifiche deroghe agli attuali vincoli.

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