PA, la scuola traina l’aumento di personale. Ma è boom di precari: 297 mila

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La scuola si conferma il settore trainante per la pubblica amministrazione da diversi punti di vista: sia per quanto riguarda l’aumento di risorse umane sia per il numero di precari all’interno del comparto pubblico.

Lo evidenzia l’indagine sul Lavoro pubblico realizzata da Fpa, società del Gruppo Digital360, presentata questa mattina al Forum Pa 2023 “Ripartiamo dalle Persone”, la manifestazione in programma dal 16 al 18 maggio presso il Palazzo dei Congressi di Roma.

Aumento di personale: la scuola in testa

Secondo l’indagine, a fine 2022 ci sarà un aumento di dipendenti pubblici in Italia, che raggiungono 3.266.180 unità, il valore il più alto dell’ultimo decennio, +0,8% in un anno.

L’aumento, come anticipato, interessa soprattutto il comparto Scuola con 14.400 unità in più (+1,2%) e quello della Sanità con 9.000 persone (+1,3%), si legge su Il Sole 24 Ore.

Dipendenti pubblici anziani: nelle scuole lo 0,3% sotto i 30 anni

L’indagine mostra anche il problema dell’età media dei dipendenti: nei Ministeri, negli enti locali e nella scuola abbiamo solo due giovani di meno di trent’anni assunti stabilmente ogni cento impiegati.

Numeri che rendono impietoso il confronto con i dipendenti stabili che hanno più di 60 anni. E nella scuola, ancora una volta, numeri sopra la media, ovvero si registra lo 0,3% contro il 22,8% di over 60.

Pensionamenti: si attendono nei prossimi anni molte uscite per il settore istruzione

Anche dal punto di vista dei pensionamenti, il comparto istruzione gioca un ruolo da protagonista: entro il 2033 infatti oltre 1 milione di dipendenti pubblici saranno obbligati ad andare in pensione, circa uno su tre.

Questo significa che alcune amministrazioni dovranno sostituire più di metà del personale in servizio, ma in valori assoluti le uscite più importanti saranno appunto per il personale scolastico (463.257), sanità (243.130) e enti locali (185.345).

Boom di precari: nella scuola il 30% del comparto

L’indagine presentata a Forum PA mette però il dito nella piaga, forse la più importante che riguarda proprio la scuola: il precariato.

In generale si registra come nel lavoro pubblico su 100 contratti a tempo indeterminato ce ne sono 15 flessibili.

Ma il vero problema è il reclutamento, la stabilizzazione, con il comparto istruzione che sappiamo avere numeri decisamente elevati di contratti a tempo determinato, reiterati per anni: i precari, segnala l’indagine, sono 297.000 , ovvero il 30% del comparto. A seguire il 14% nella Sanità, circa 63.000, in forte crescita per il reclutamento della pandemia.

Secondo i dati a consuntivo, nel 2021 il numero dei contratti a tempo indeterminato ha raggiunto il minimo storico di 2.932.529 persone, il livello più basso dal 2001. Mentre quelli flessibili sono oltre 437.000, 22.000 in più rispetto all’anno precedente.

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