PA assume. Anief: scuola al palo, non ci sono concorsi, si riaprano le GaE

di redazione
ipsef

item-thumbnail

comunicato Anief – La pubblica amministrazione torna ad assumere. Lo prevede il ddl per la Concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo, oggi all’esame del Consiglio dei ministri, in base al quale cade il limite del turn over, ovvero lo stop ad andare oltre ad un nuovo assunto per ogni pensionato, per fare spazio alla soglia del 100% della spesa relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente.

E siccome il lavoratore in uscita ha una medio-alta anzianità di servizio costa molto di più rispetto ai neo-assunti inquadrati con stipendi-base, viene da sé che le assunzioni potranno essere anche del 30% in più dei pensionamenti.

“In pratica – scrive Il Messaggero – non ci sarà un limite in termini di «teste» (un assunto per ogni pensionato) ma solo di spesa e questo dovrebbe consentire a fronte di uscite di personale anziano e più costoso di assumere un numero più alto di giovani con stipendi più bassi. Per ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego per il triennio 2019-21 le amministrazioni potranno procedere all’assunzione a tempo indeterminato di vincitori o allo scorrimento delle graduatorie”.

Ma le assunzioni nel limite del 100% della spesa per il personale cessato riguardano solo le amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici. Ai Corpi di polizia, ai vigili del fuoco, al comparto della scuola e dell’università, si legge nel disegno di legge oggi in CdM, «si applica la normativa del settore». Questo significa che per il precariato scolastico non cambierà nulla.

“Se ce ne era bisogno – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – quanto è stato deciso per le assunzioni nella pubblica amministrazione, per volontà del nuovo Ministro per la PA Giulia Bongiorno, dimostra a tutti che le regole sul reclutamento possono essere cambiate. Ma serve la volontà. Quella che manca al Miur. Dove, però, era più necessario provvedere a delle mutazioni, che non sono di certe quelle intraprese dal nuovo corso Bussetti, visto che i concorsi straordinari costituiscono solo delle soluzioni tampone, tutt’altro che risolutivi, mentre gli ordinari sono previsti nelle linee programmatiche del Miur ma ad oggi non ci sono riferimenti precisi sulla tempistica di attuazione”.

“È in questo quadro – continua Pacifico – che si colloca la necessità di prendere una decisione saggia: quella della riapertura delle GaE. Perché darebbe finalmente una collocazione più stabile ad oltre 100 mila docenti abilitati, sottraendoli dall’incubo del precariato, e contemporaneamente andrebbe a colmare i già enormi vuoti di organico oggi presenti, pari ad oltre 120 mila cattedre, peraltro destinati a crescere sino a 200 mila posti, qualora dovesse entrare in vigore la riforma pensionistica con quota 100 e quota 41, soprattutto se come promesso senza vincoli”.

Incrementare il sistema della supplentite sarebbe però devastante per il personale coinvolto e per gli studenti che si ritroverebbero con un quarto del corpo insegnante precarizzato. Oltre ad avere il sapore del conservatorismo interessato: come altro potrebbe chiamarsi l’atteggiamento di uno Stato che continua a fare cassa con la sottrazione dei diritti di quei lavoratori che permettono alle scuole di assolvere la loro funzione formativa, togliendo loro i mesi estivi, inventando un organico di fatto che non ha alcun fondamento, sottraendogli progressioni di carriera e i vantaggi che si porta dietro un docente immesso in ruolo anziché assunto, licenziato ogni anno e costretto a vagabondare di scuola in scuola. Prevedere delle assunzioni maggiorate per la pubblica amministrazione e dimenticarsi di tutto questo – conclude il sindacalista Anief-Cisal – va a costituire, quindi, l’ennesima occasione persa a danno di tutti coloro che sono coinvolti nella formazione dei giovani italiani”

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione