PEI, individua bisogni e strumenti: se non si mettono in atto si viola la Costituzione. Il caso

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Un ricorrente chiedeva che venisse accertato il suo diritto a poter beneficiare delle prestazioni di un assistente alla comunicazione esperto in lingua LIS per tutta la durata delle lezioni scolastiche e non per sole undici ore come disposto dalla propria Regione. Ritiene il Collegio che il ricorso sia fondato, essendo meritevole di accoglimento la censura in esso contenuta che lamenta la violazione delle norme e dei principi contenuti nella legge n. 104 del 1992, i quali impongono che, in ambito scolastico, venga assicurata piena assistenza ai soggetti colpiti da disabilità.

La norma
Il TAR per la Lombardia con la sentenza del 29/08/2022 N. 01952/2022 rileva che l’art. 3, comma 2, della legge n. 104 del 1992 prevede che alle persone disabili devono essere garantite le prestazioni stabilite in loro favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative.
Per quanto riguarda in particolare l’ambito scolastico, vengono in rilievo gli artt. 12 e 13 della stessa legge n. 104 del 1992 e l’art. 5 del d.lgs. n. 66 del 2017 i quali prevedono a loro volta che, dopo l’intervento dell’accertamento sanitario che dà luogo al diritto a fruire delle prestazioni assistenziali, deve essere elaborato, per ogni alunno disabile, un documento denominato “profilo di funzionamento” propedeutico alla formazione del Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.).  Dal combinato disposto degli artt. 7, comma 2, lett. a) e g), e 9 comma 10, del d.lgs. n. 66 del 2017, si ricava che i P.E.I. sono predisposti ed approvati (in via provvisoria entro giugno e in via definitiva, di norma, non oltre il mese di ottobre) da appositi Gruppi di Lavoro costituiti presso ogni istituzione scolastica composti dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno e delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica, che interagiscono con la classe e con l’alunno stesso. I Gruppi di lavoro sono supportati dall’unità di valutazione multidisciplinare. Il secondo comma del citato art. 7 del d.lgs. n. 66 del 2017, alle lett. b), c) e d), specifica poi che lo scopo del P.E.I. è quello di individuare, tenuto conto dell’accertamento della condizione di disabilità, gli strumenti, le strategie e le modalità per realizzare un ambiente di apprendimento funzionale al soddisfacimento dei bisogni educativi dell’alunno disabile. In particolare, la lett. d) prevede che il P.E.I. stabilisce le modalità di sostegno didattico, compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe.

Il ruolo fondamentale svolto dal PEI
E’ dunque, per i giudici, evidente la fondamentale funzione svolta dal P.E.I. nel sistema di tutela dell’alunno disabile, posto che tale documento, oltre ad accertare l’entità dei suoi bisogni, individua gli strumenti necessari per farvi fronte, fra cui, come detto, quello del sostegno scolastico. E’ altresì altrettanto evidente che la mancata o incompleta esecuzione delle previsioni contenute in tale documento, soprattutto per quanto riguarda gli strumenti di tutela, determinano di fatto l’impossibilità per l’alunno disabile di frequentare proficuamente la scuola, con conseguente lesione dei diritti sanciti in suo favore dalle norme sopra illustrate.

Violare l’integrazione scolastica è anticostituzionale
Per il TAR lombardo il giudizio è netto in merito alla violazione della Costituzione. A questo punto, si deve osservare che la violazione di tali diritti comporta altresì la violazione delle norme e dei principi di cui agli artt. 3, 32, 34 e 38 Cost. Vanno richiamate, a questo proposito, le sentenze della Corte Costituzionale n. 215 del 1987 e n. 52 del 2000 nelle quali è stata evidenziata l’importanza dell’integrazione scolastica del disabile e la natura di diritto fondamentale dell’istruzione scolastica, la cui fruizione può essere assicurata esclusivamente attraverso apposite misure di integrazione e sostegno, fra le quali assumono primario rilievo le prestazioni fornite dal personale specializzato (si veda in questo senso anche T.A.R. Campania Napoli, sez. IV, 27 marzo 2020, n. 1271).

Se non si garantiscono tutte le ore di assistenza scolastica si rischia di compromettere il percorso scolastico
La fattispecie sottoposta all’esame del Collegio costituisce esempio emblematico di violazione dei suddetti diritti, atteso che, in mancanza dell’assistenza fornita da personale esperto in lingua LIS, il ricorrente, non è in grado di percepire quanto gli viene comunicato dai docenti, circostanza questa che rende praticamente inutile la frequenza scolastica nei periodi in cui tale assistenza non è garantita. (…) Si precisa peraltro che, così come affermato in alcuni precedenti della Sezione, tali prestazioni dovranno essere erogate nella medesima misura anche per gli anni scolastici successivi sino a quando non si procederà con i periodici aggiornamenti del P.E.I., dovendosi ragionevolmente presumere la loro perdurante indispensabilità ai fini della proficua fruizione dei servizi scolastici da parte dei soggetti bisognosi che ne beneficiano (cfr. T.A.R. Lombardia Milano, sez. III, 16 febbraio 2021, n. 431; id. 10 febbraio 2020, n. 277; id. 11 luglio 2013, n. 1802).

Guida alla compilazione del P.E.I.

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