Otto per mille destinato all’edilizia: piace al Ministro, ma serve una norma

di
ipsef

red – Pubblichiamo una interrogazione parlamentare presentata dall’On De Pasquale sulla situazione dell’edilizia scolastica, con risposta data in VII commissione dal sottosegretario D’Oria

red – Pubblichiamo una interrogazione parlamentare presentata dall’On De Pasquale sulla situazione dell’edilizia scolastica, con risposta data in VII commissione dal sottosegretario D’Oria

INTERROGAZIONE

Interrogazione a risposta in Commissione 5-05692
presentata da
ROSA DE PASQUALE
sabato 12 novembre 2011, seduta n.549

DE PASQUALE. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministro dell’economia e delle finanze. – Per sapere – premesso che:

dall’ultimo rapporto di Legambiente per la messa in sicurezza degli istituti scolastici («Ecosistema Scuola») emergono dati sconfortanti: il 36 per cento degli edifici ha bisogno di interventi di manutenzione urgenti; il 50 per cento è in aree a rischio sismico, mentre meno del 50 per cento degli edifici possiede il certificato di collaudo statico e solo il 10,14 per cento è costruito secondo criteri antisismici; il 9 per cento è a rischio idrogeologico; la certificazione di prevenzione incendi è presente solo nel 35,4 per cento e le scale di sicurezza sono presenti in poco più del 50 per cento;

da un recente studio della KRLS Network of Business Ethics, emerge che in Italia solo il 46 per cento delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 98 per cento della Germania, il 93 per cento della Francia, il 92 per cento dell’Inghilterra, l’89 per cento della Spagna, il 77 per cento della Polonia, il 71 per cento del Portogallo, il 64 per cento della Romania, il 58 per cento della Bulgaria e il 53 per cento dell’Albania che chiude la classifica;

da parte dell’Esecutivo è indispensabile l’avvio di un piano straordinario per la manutenzione, la messa in sicurezza degli edifici scolastici e l’edilizia di nuove scuole prevedendo stanziamenti aggiuntivi;

il gruppo del PD ha più volte espresso l’urgenza di intervenire anche sui vincoli imposti dal patto di stabilità che, di fatto, impediscono a molti comuni di effettuare lavori urgenti di messa in sicurezza delle scuole, che pur avendo a disposizione risorse proprie o rese disponibili dalle amministrazioni centrali non possono spenderle;

in sede di esame delle modifiche alla legge 20 maggio 1985, n. 222, concernente la ripartizione della quota dell’otto per mille dello Stato, la Camera ha approvato l’ordine del giorno a firma dei deputati del PD (n. 9/3261-A/6) con il quale il Governo, si è impegnato ad intraprendere utili iniziative normative al fine di consentire ai cittadini di indicare esplicitamente la «scuola pubblica», nella quale, ai sensi della legge n. 62 del 2000 è compresa tanto la scuola statale quanto quella paritaria, come destinataria di una quota fiscale dell’otto per mille da utilizzare d’intesa con enti locali per la sicurezza e l’adeguamento funzionale degli edifici scolastici e a pubblicare ogni anno un rapporto dettagliato circa l’erogazione delle risorse e lo stato degli interventi realizzati -:

quando e come il Governo intenda dare esecuzione all’ordine del giorno menzionato in premessa (n. 9/3261-A/6) e se, di conseguenza, non ritenga urgente e necessario consentire, già entro il termine della prossima dichiarazione dei redditi, la possibilità di destinare una quota fiscale dell’otto per mille all’edilizia scolastica, così come specificato in premessa;

se il Governo non ritenga urgente assumere iniziative volte a reperire risorse aggiuntive necessarie ad avviare un piano straordinario per la manutenzione, la messa in sicurezza degli edifici scolastici e l’edilizia di nuove scuole;

se il Governo non ritenga opportuno assumere iniziative finalizzate ad intervenire anche sui vincoli imposti dal patto di stabilità, allentandoli nei confronti dei comuni che vogliono intervenire per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e l’edificazione di nuove strutture scolastiche

RISPOSTA

L’Onorevole interrogante, tenuto conto di quanto emerge dall’ultimo rapporto di Legambiente «Ecosistema scuola» e da un recente studio della KRLS, chiede quali iniziative i Ministeri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dell’economia e finanze ritengano di assumere per avviare un piano straordinario per la manutenzione, la messa in sicurezza degli edifici scolastici e l’edilizia di nuove scuole. In tal senso sottolinea anche l’opportunità di intervenire sulla norma concernente la ripartizione dell’otto per mille per permettere di destinarne una quota alla scuola pubblica e sui vincoli imposti dal patto di stabilità, allentandoli nei confronti dei comuni che intendono intraprendere le iniziative in esame.

In proposito si rappresenta che la realizzazione di interventi per costruzione di nuovi edifici e per mettere in sicurezza edifici che mancano dei requisiti minimi costituisce uno degli ambiti prioritari di azione del Ministero.

In tal senso, con il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo», in corso di conversione, sono state previste, all’articolo 53, puntuali iniziative dirette alla modernizzazione del patrimonio immobiliare scolastico.
Secondo quanto stabilito dalla citata disposizione, il CIPE, su proposta dei ministeri competenti, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approva un «Piano nazionale di edilizia scolastica» avente ad oggetto la realizzazione di interventi di ammodernamento e recupero del patrimonio scolastico esistente, anche ai fini della messa in sicurezza degli edifici, e di costruzione e completamento dei nuovi edifici scolastici, favorendo il coinvolgimento di capitali pubblici e privati (la norma prevede che la proposta del Piano sia trasmessa alla Conferenza unificata entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto e che la relativa approvazione intervenga entro i successivi 60 giorni).

Più in particolare, i previsti interventi consistono: nella ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico (aree ed edifici non più utilizzati) che può essere destinato alla realizzazione delle suddette finalità; nella eventuale costituzione di uno o più fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e razionalizzazione del patrimonio immobiliare scolastico, potendosi promuovere strumenti finanziari immobiliari innovativi per l’acquisizione e la realizzazione di immobili per l’edilizia scolastica; nella messa a disposizione di beni immobili di proprietà pubblica a uso scolastico suscettibili di valorizzazione e dismissione in favore di soggetti pubblici e privati, mediante permuta, anche parziale, con immobili già esistenti o da edificare e da destinare a nuove scuole.

Il citato articolo 53 prevede anche che nelle more dell’adozione del suddetto Piano, al fine di assicurare il tempestivo avvio di interventi prioritari e immediatamente realizzabili di edilizia scolastica, il Cipe approvi un Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici esistenti e di costruzione di nuovi edifici nell’ambito delle risorse assegnate al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca dall’articolo 33, comma 8, della legge 12 novembre 2011, n. 183, pari a cento milioni di euro per l’anno 2012.

Viene inoltre estesa al periodo 2012-2014 e alle scuole primarie e dell’infanzia l’adozione, da parte dell’INAIL, dei piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’adeguamento delle strutture scolastiche alle disposizioni in tema di sicurezza e igiene sul lavoro.
Per quanto riguarda l’auspicato intervento sui vincoli imposti dal patto di stabilità, il Ministero dell’economia e delle finanze, interpellato sul punto, ha fatto presente che possono essere escluse dal saldo valido ai fini del patto di stabilità interno soltanto le voci di spesa espressamente previste dalla normativa in materia, tra le quali non figurano quelle riguardanti l’edilizia scolastica. Si tratta infatti, per l’anno 2011, delle voci di spesa di cui ai commi 94 e 104 dell’articolo 1 della legge n. 220 del 2010 e per gli anni 2012 e successivi quelle di cui ai commi da 7 a 17 dell’articolo 31 della legge n. 183 del 2011. L’esclusione di tipologie di spese diverse da quelle previste dalle norme richiamate, oltre a richiedere uno specifico intervento legislativo, comporta effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica, con la conseguente necessità di rinvenire le adeguate risorse compensative.
Con riferimento all’auspicata destinazione di una quota dell’otto per mille all’edilizia scolastica, si rende necessaria una modifica della norma in materia in merito alla quale il Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca è favorevole, ma che necessita del parere altrettanto favorevole degli altri dicasteri più direttamente coinvolti.

REPLICA

Rosa DE PASQUALE (PD), replicando, si dichiara insoddisfatta della risposta fornita dal sottosegretario, che definisce «pilatesca», in quanto non modifica in alcun modo l’attuale situazione. Evidenzia che il Governo, nonostante dimostri di avere a cuore il tema dell’edilizia scolastica e la costruzione di nuovi edifici, si limita a richiamare l’articolo 53 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, che, di fatto, non prevede alcuna iniziativa concreta al riguardo. Ricorda che il gruppo del PD ha presentato, presso le Commissioni competenti, un emendamento al decreto-legge

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