Osservatorio graduatorie 2009. Diminuiscono gli aspiranti, immissioni e incarichi anche da coda

di redazione
ipsef

dp – Anche per il 2009 il centro studi statistiche del MIUR ha pubblicato l’osservatorio delle graduatorie ad esaurimento. I dati confermano le tendenze degli anni passati relativamente alla femminilizzazione della categoria e alla maggiore presenza di aspiranti del sud.

dp – Anche per il 2009 il centro studi statistiche del MIUR ha pubblicato l’osservatorio delle graduatorie ad esaurimento. I dati confermano le tendenze degli anni passati relativamente alla femminilizzazione della categoria e alla maggiore presenza di aspiranti del sud.

Gli iscritti in graduatoria

Il primo dato significativo messo in evidenza dallo studio è il calo di iscritti in graduatoria rispetto al 2007. Infatti attualmente gli iscritti non titolari ammontano a 246 mila unità, meno 40 mila rispetto al 2007. Il calo è dovuto maggiormente alle immissioni in ruolo avvenute in questi anni che ha portato ad uno "svecchiamento" delle graduatorie con un calo degli aspiranti inseriti in graduatoria nei primi anni del 2000. Il calo di aspiranti si riscontra soprattutto nelle graduatorie dell’infanzia e primaria, tanto che nell’arco di un triennio bene 27 province su 100 avranno esaurito le graduatorie della scuola primaria.

Sempre più specializzati

Sono sempre più numerosi gli aspiranti inclusi in graduatoria che hanno completato una formazione universitaria. Dai dati presenti nello studio si evince che gli aspiranti che ahnno superato prove selettive o hanno completato la formazine di livello specialistico universitario rappresentano l’84% del totale contro l’80% rilevato nel 2007.

La maggior parte degli aspiranti è meridionale, di sesso femminile e di età media avanzata

Il 65% degli aspiranti all’insegnamento èdi origine meridionale. Gli inclusi a pieno titolo nelle graduatorie meridionali sono circa 113 mila, quasi la metà del totale (49%). L’83% del totale è invece di sesso femminile e l’età media degli iscritti è di 38 anni.

Immissioni e incarichi anche da coda

Lo studio statistico prende in esame anche la novità dell’ultimo aggiornamento delle graduatorie, cioè la possibilità per gli aspiranti di potersi inserire, oltre a quella di origine, nella coda di altre tre graduatorie.

Innanzitutto, dai dati statistici si evince che la scelta delle province di inserimento in coda è stato dettato spetto dal solo numero di iscritti e non dal rapporto fra aspiranti e organico di diritto. Ad esempio il Molise il numero di domande in entrata è pari a circa ild oppio delle domande in uscita.

Le regioni più ampiete, oltre al Molise, sono state il Friuli, la Liguria, la Toscana, il Piemonte e l’Emilia Romagna, mentre le meno ambite sono state la Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.

Dalle code sono state effettuate anche nomine a tempo determinato e indeterminato. Ad esempio sono state 469 le nomine in ruolo eseguite dalla coda (Piemonte, Lazio, Lombardia e Sicilia). A quanto pare, secondo quanto riportato dallo studio, alcune sono state fatti in "osservanza della sentenza del Tar del Lazio che, giudicata illegittima la costituzione delle graduatorie di coda, ha imposto agli Uffici Provinciali al collocazione in graduatoria con le vecchie regole (e quindi con il trasferimento a pettine)". Una osservazione che ci ha lasciati perplessi e a ben ragione, dal momento che nello studio, relativente ad immissioni fatte da trasformazione di inserimento in coda a pettine, si afferma in una nota che in realtà "non è possibile stabilire qunti sono stati nominati con la nuova normativa (dal blocco di coda) e quanti con la vecchia (a pettine)" a meno di un’analisi nominativa. Quindi, in realtà non è certo che di queste immissioni ce ne siano state a seguito del rispetto della sentenza del tar del Lazio.

Per quanto riguarda le nom ine a tempo determinato, sono state 8.922 quelli assegnati dalla coda. In Lombardia e Piemonte la maggiore percentuale, il 35%

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