Orientare gli studenti al lavoro con la letteratura: La freccia nera di Michele Mari

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Orientare gli studenti alla scelta del successivo percorso universitario o della carriera lavorativa da intraprendere è un impegno cui i docenti delle scuole superiori sono chiamati ormai sempre più spesso.

Negli ultimi anni, il mondo della scuola e quello del lavoro dialogano in maniera sempre più fitta, e in modi sempre nuovi. Gli strumenti tramite i quali indirizzare i propri alunni a un futuro formativo e lavorativo appagante sono numerosi, molti in essere e molti ancora da scoprire. Tra questi, possiamo annoverare l’utilizzo di tutte le opere di letteratura o cinema che, a diverso titolo, hanno discusso il mondo del lavoro o suoi specifici settori. Scoprire le caratteristiche insite nei vari mestieri tramite la lente della letteratura e del cinema può infatti rappresentare per gli studenti un modo interessante di approcciare alle professioni, per quanto forse non molto convenzionale. Suo valore aggiunto può senza dubbio essere anche l’affiancamento dell’imperativo dell’orientamento a quello dello studio delle lettere e del cinema direttamente a partire dalle fonti primarie.

Per tale motivo, in questa sezione di OrizzonteScuola gestita in collaborazione con il portale WeCanJob e dedicata ai temi dell’Orientamento e dell’Alternanza Scuola-Lavoro, desideriamo inaugurare oggi una riflessione che vuole essere periodica grazie alla quale poter suggerire ai docenti interessati un modo per parlare del mondo del lavoro ai propri studenti tramite la mediazione di alcuni testi selezionati della letteratura (soprattutto italiana e contemporanea) e di alcune opere cinematografiche.

Il primo testo di cui vogliamo parlarvi, con il quale poter discutere della figura professionale del traduttore, è intitolato La freccia nera, breve racconto presente nella raccolta Tu, sanguinosa infanzia (Einaudi, 2009) dello scrittore milanese Michele Mari.

In questo racconto, scritto peraltro in una prosa densa, puntuale e capace anche di farci riscoprire termini della lingua italiana ormai poco utilizzati, il fascino della professione del traduttore emerge come un tema centrale della seguente storia: un bambino, ospite a casa dei nonni, si trova a leggere una copia del libro La freccia nera di Robert Luis Stevenson; pochi giorni dopo suo papà, di ritorno a casa dei nonni dopo un viaggio, porta al figlio un libro in regalo: si tratta esattamente de Le freccia nera, ma in un’edizione differente da quella che il bambino aveva già letto. Incapace di confessare al papà di conoscere già quel libro, e intenzionato a trovare comunque interesse in un inaspettato dono paterno, il bambino metterà allora a confronto le due edizioni, scoprendo fin dall’incipit quanto valore può avere una traduzione nell’economia di un testo letterario. La faccenda è infatti chiara fin da subito, perché se un’edizione comincia con la frase: “Nel pomeriggio di una tarda primavera le campane della fortezza di Moat House risuonarono ad un’ora insolita”, l’altra comincia invece con: “In un pomeriggio di primavera ormai inoltrata, le campane del castello di Moat House suonarono ad un’ora strana”.

Cosa nascondono questi due diversi incipit? Perché coloro che li hanno tradotti dall’inglese di Stevenson hanno utilizzato parole e formule diverse? E che differenze interpretative queste formule impongono al lettore? È proprio questo che si chiede il bambino protagonista del racconto, scoprendo a poco a poco come nel trasferimento del libro da una lingua a un’altra si possano prendere strade differenti. Strade che, inevitabilmente, accumulando sfumature su sfumature, lievi difformità su lievi difformità, fanno emergere l’importanza del ruolo di quello che in gergo, nell’ambiente letterario di oggi, viene ormai chiamato “autore invisibile”.

Abbiamo voluto parlare del traduttore per questa prima uscita su letteratura e orientamento perché proprio le competenze linguistiche e le professioni di traduzione e interpretariato rappresentano ciò che le aziende italiane cercano maggiormente. Lo dicono le analisi periodiche del Sistema Informativo Excelsior-Unioncamere: il campo linguistico è l’indirizzo di studi per il quale le aziende hanno maggiore bisogno, ma che allo stesso tempo risultano difficilmente reperibili sul mercato (69,9% la difficoltà di reperimento). In effetti la conoscenza delle lingue è indispensabile per rafforzare la presenza delle imprese sui mercati esteri, eppure sono proprio gli interpreti e i traduttori laureati i più rari da trovare.

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