Orientamento. Università, ITS o AFAM: quale corso di formazione terziaria scegliere dopo le superiori?

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Durante questa settimana, come ben noto, si è svolta nelle scuole superiori italiane la prima tornata di simulazioni delle prove di esame in vista della maturità.

L’esame di stato, anche quest’anno, chiuderà per moltissimi studenti il percorso di studi scolastico, e farà da preludio a una scelta importantissima: cercare subito un lavoro, scegliere un corso di formazione professionalizzate o iscriversi a un percorso di formazione terziaria? Da questa scelta, per molti, dipenderà il futuro lavorativo (e non solo).

Per quelli che sceglieranno di iscriversi a un percorso di formazione terziaria, le strade sono molteplici. In Italia, infatti, esistono tre diversi percorsi di studio successivi alla secondaria di II grado:

  • il Sistema di Alta Formazione Coreutica e Musicale (AFAM);
  • gli Istituti Tecnici Superiori (ITS);
  • le Università.

Nel primo caso, il Sistema di Alta Formazione Coreutica e Musicale, si tratta di tutti quegli Istituti che offrono una formazione in ambito artistico, come per esempio i Conservatori Musicali, le Accademie di Arti Drammatiche e Danza, le Accademie delle Belle Arti e gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche. Questi corsi di formazione superiore preludono a una carriera in ambito artistico.

Nel secondo caso, ossia gli ancora poco noti Istituti Tecnici Superiori, siamo di fronte a un sistema di formazione pensato per assecondare le esigenze del mercato del lavoro e colmare il cosiddetto mismatch, ossia la distanza che intercorre tra le competenze trasmesse dal sistema formativo e quelle richieste dal mercato. Questi percorsi formano professionisti in grado di trovare impiego (con rapidità) nel mondo delle imprese e del sistema produttivo.

Infine abbiamo il classico precorso universitario che, a differenza degli altri due, rappresenta un ventaglio molto più ampio di scelte e di opzioni. Oggi infatti, come ben noto, esistono numerosi corsi di laurea nelle varie Università italiane, alcuni dei quali dichiaratamente orientati al mercato del lavoro al modo degli ITS (si prendano per esempio le cosiddette Lauree professionalizzanti e le Corporate University), e altri che invece non hanno come scopo immediato assecondare il mondo delle imprese (si prendano in questo caso alcuni corsi di laurea umanistici).

Insomma, i giovani in uscita dalle scuole superiori di II grado che intendano continuare con il proprio percorso di formazione hanno davanti a sé diverse opzioni da scegliere, alcune più vicine alle esigenze del mercato del lavoro e altre meno. Per tutti, però, l’importante è avere ben chiaro il quadro delle opzioni da considerare. Un buon orientamento è infatti il primo passo per la scelta giusta: perché se è vero che per alcuni è importante scegliere un percorso che dia soddisfazione in termini occupazionali rendendo più agevole l’ingresso nel mercato del lavoro, è anche vero che assecondare le proprie inclinazioni e i propri desideri può essere la priorità per altri.

 

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