Orientamento: specialisti in formazione ed educazione tra i profili professionali in ascesa

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Con l’inizio del nuovo anno parte il consueto valzer di dati sui settori che offriranno maggiori opportunità di lavoro.

Raccogliere in prima battuta queste informazioni è utile per farsi una idea su quali segmenti del mercato apriranno spazi per gli studenti e le studentesse che stanno per conseguire il diploma. Quando si avvicina la conclusione del ciclo di studi superiore, infatti, bisogna costruire un percorso di crescita personale e professionale che può andare verso l’alta formazione, aggiungendo un ulteriore tassello al proprio bagaglio di competenze, oppure verso un primo ingresso nel mondo del lavoro.

I trend occupazionali

Le previsioni di assunzione del sistema informativo Excelsior di Unioncamere – Anpal, che ha fornito interessanti indicazioni su quali saranno le professioni più richieste dalle imprese italiane confermano la forte crescita del settore dei servizi, che sino al 2020 coprirà l’83% dei fabbisogni lavorativi. A crescere saranno soprattutto i seguenti settori:

Si parla, in termini assoluti, di oltre 500.000 posizioni all’anno (in media) che coinvolgeranno profili professionali eterogenei per competenze, abilità e conoscenze, ma tutti caratterizzati da alti livelli di specializzazione. Anche i sondaggi svolti da alcune tra le più note agenzie interinali che operano a livello nazionale lo confermano: accanto a professioni di stampo “tradizionale”, le qualità più apprezzate dalle aziende ricadranno nel gruppo delle professioni specialistiche.

La domanda di figure professionali high skill

I trend occupazionali saranno guidati principalmente da profili professionali ad elevato contenuto tecnico e specialistico (high skill). Oltre alle attese sulle opportunità che potranno aprirsi nel campo dell’information technology con l’approvazione del Piano nazionale Industria 4.0, interessanti novità riguardano tutti coloro che hanno investito energie e risorse per acquisire competenze specialistiche nel campo della formazione, delle scienze sociali e artistiche.

Se da un lato, infatti, ingegneri, architetti (e professioni assimilate), così come le professioni legate al mondo dell’ICT troveranno sbocchi occupazionali inserendosi in nicchie di mercato oramai consolidate; dall’altro, Unioncamere ci informa che tra le professioni specialistiche crescerà fino al 2020 il fabbisogno complessivo di:

  • Specialisti della formazione e dell’educazione
  • Specialisti in scienze umane, sociali, artistiche e gestionali

Il riferimento va a professioni il cui background formativo intercetta le possibilità di impiego in settori dove competenze relazionali, pedagogiche e didattiche (solo per citarne alcune) assumono un peso determinante. Educatori, insegnanti di lingue, esperti in formazione sono esempi di profili dati come in crescita nel prossimo triennio, e che nel quadro delle figure ad alto profilo specialistico si affiancano anche ad altre professioni che valorizzano competenze tecniche:

Sia in un caso che nell’altro, i percorsi di formazione che porteranno i giovani ad acquisire le competenze necessarie per ambire a posizioni professioni di questa natura, potranno giovarsi di esperienze di alternanza e transizione scuola-lavoro che introducano studenti e studentesse in contesti professionali dove poter toccare con mano “contenuti” e “cultura” del lavoro. Non solo in ragione di quanto previsto a completamento del ciclo di studi superiore, ma anche attraverso la valorizzazione di esperienze di integrazione “formazione-lavoro” (con stage e apprendistato) da avviare nel corso dei percorsi di formazione di terzo livello.

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