Orientamento nel settore turistico: i numeri e le professioni del comparto alberghiero

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L’Italia, lo sappiamo, è uno dei Paesi al mondo con il maggior fascino dal punto di vista storico-culturale. Per questo motivo, l’economia legata al turismo è un settore vitale del nostro sistema produttivo. Secondo la World Tourism Organization, infatti, ci posizioniamo al quinto posto nel mondo per numero di visitatori stranieri (i dati sono riferiti al 2015):

  • Francia, con 84,5 milioni di visitatori stranieri
  • Stati Uniti d’America, con 75 milioni (dato del 2014)
  • Spagna, con 68,2 milioni
  • Cina, con 56,9 milioni
  • Italia, con 50,7 milioni

Si tratta dunque di un esercito di turisti che affolla le nostre città, riversando capitali nelle imprese legate alla ristorazione e nelle numerose strutture ricettive su tutto il territorio italiano. Strutture in grado di offrire importanti opportunità di occupazione, specialmente per i giovani.

Soffermiamoci allora sulle strutture ricettive, seguendo quanto recentemente descritto nell’Ottavo rapporto sul sistema alberghiero e turistico ricettivo in Italia curato da ISTA e NMTC per Federalberghi. Nella seconda parte approfondiamo alcune delle professioni maggiormente impiegate nel settore.

Tutti i numeri del sistema ricettivo-alberghiero

Secondo le rilevazioni di Federalberghi (tutti i dati citati si riferiscono al 2015), l’Italia sarebbe il quarto Paese al mondo per numero di stanze d’albergo in termini assoluti, il primo in contesto europeo:

  • Stati Uniti d’America, 4.987.705 camere d’albergo
  • Cina, 2.510.000
  • Giappone, 1.588.430
  • Italia, 1.091.634
  • Regno Unito, 992.998
  • Germania, 952.386

Andando però a guardare quanto succede in termini relativi, ossia legando il numero di stanze d’albergo disponibili in relazione al numero di abitanti dei vari contesti nazionali, l’Italia si posiziona al terzo posto. Questa la classifica dei primi cinque Paesi per numero di stanze di albergo ogni 1.000 abitanti:

  • Grecia, 38,3 stanze ogni 1.000 abitanti
  • Spagna, 19,9
  • Italia, 18
  • Stati Uniti d’America e Regno Unito, 15,3

Per quanto riguarda i letti disponibili nelle strutture alberghiere, l’Italia è ancora una volta alle prime posizioni. Guardando soltanto all’Europa, secondo dati Eurostat riportati nel Rapporto notiamo come il nostro sia ancora una volta il Paese leader, superando di gran lunga quota 2 milioni di letti:

  • Italia, 2.250.816 letti
  • Regno Unito, 2.018.172
  • Spagna, 1.906.827
  • Germania, 1.778.206
  • Francia, 1.304.692

Finora abbiamo parlato del numero dei visitatori, delle camere d’albergo e dei letti, ma non abbiamo ancora detto nulla sul numero delle imprese della ricezione alberghiera. Va da sé che anche in questo, nel contesto europeo ci posizioniamo ai primi posti, anche se soltanto sul terzo gradino del podio:

  • Regno Unito, 40.272 esercizi alberghieri
  • Germania, 33.635
  • Italia, 33.202
  • Spagna, 19.718
  • Francia, 18.328

Tuttavia bisogna dire che il sistema ricettivo non è fatto soltanto di alberghi. Esistono anche altre realtà che contribuiscono al settore. Oltre alle 33.202 imprese alberghiere succitate, infatti, in Italia (come negli altri Paesi) esistono numerose altre strutture in grado di ospitare turisti e viaggiatori, si tratta in particolare di ben 134.519 realtà tra ostelli, alloggi in affitto, bed&breakfast, agriturismi, campeggi e altro. Ecco dunque una fotografia della composizione dell’universo ricettivo italiano:

  • Alloggi in affitto, 73.075 unità
  • Bed & Breakfast, 30.384
  • Agriturismi, 18.525
  • Alberghi 3 stelle, 15.355
  • Alberghi 2 stelle, 6.014
  • Altri esercizi, 5.819
  • Alberghi 4 stelle, 5.609
  • Alberghi 1 stella, 2.959
  • Residenze Turistico Alberghiere (o Residence), 2.820
  • Campeggi e villaggi, 2.708
  • Case per ferie, 2.325
  • Rifugi alpini, 1.091
  • Ostelli, 592
  • Alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso, 442

Tutti questi numeri testimoniano della capillarità del settore ricettivo italiano, un settore in cui sembra senza dubbio importante indirizzare i giovani intenzionati a formarsi per trovare lavoro.

Le professioni del comparto alberghiero

Volete indirizzare i giovani e le giovani nel settore turistico? Vediamo quali sono i profili principali e più ricercati, così da orientare i giovani intenzionati a trovare occupazione e a fare carriera nel comparto alberghiero. Sono senza dubbio tante, basti tuttavia elencare qui le più rappresentative e classiche.

Prima di tutto il direttore d’albergo, quel professionista che si occupa di curare e organizzare nella loro interezza tutte le attività sotto il profilo tecnico e gestionale di una struttura ricettiva. Si tratta di un professionista altamente qualificato, un manager, che detiene funzioni organizzative, direttive, di controllo e di verifica, e che deve disporre di solide competenze anche in materia economica, dovendo gestire il budget di spesa della struttura stessa.

Altra figura chiave è quella del receptionist, il professionista puro dell’accoglienza, la prima persona con cui gli ospiti delle strutture alberghiere si trovano a colloquiare. Il receptionist, proprio per questa sua funzione, fa da filtro tra il turista (o il visitatore) e il contesto fisico che lo ospita, offrendo consigli e indirizzando i clienti verso luoghi da visitare, percorsi da intraprendere, appuntamenti da onorare.

Chiaramente grande importanza nel settore la riveste anche la figura dello chef, il cui apporto è determinante per innalzare il livello di prestigio di un albergo: le strutture ricettive che al loro interno ospitano ristoranti rinomati, magari “stellati”, possono senza dubbio fregiarsi di un importantissimo punto di forza in grado di creare un sostanziale scarto con le altre strutture.

Oltre a queste e alle altre classiche figure professionali del settore ricettivo come per esempio quella del cameriere, dell’animatore turistico del bartender, nel settore alberghiero e in generale in quello turistico sono emerse negli ultimi anni anche nuove professioni cui indirizzare i giovani in vena di innovazione: si tratta, per fare solo tre esempi, del destination manager, del travel designer o dell’operatore per il turismo esperienziale, profili capaci di dare nuova linfa e nuove prospettive a un settore, quello turistico, in continua evoluzione (leggi qui un breve approfondimento su queste tre figure appena menzionate.

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