Orientamento. Nasce la figura tutor e centralità agli accordi di rete. La nostra sintesi delle linee guida

di
ipsef

di Giulia Boffa – Le linee guida sono state elaborate secondo le indicazioni previste all’art. 4 dell’accordo del dicembre 2012 che prevedeva la costituzione, a livello nazionale, di un gruppo di lavoro interistituzionale sull’orientamento permanente con funzioni di elaborazione di Linee guida di indirizzo generale e di proposte per l’individuazione di standard minimi dei servizi di orientamento e di definizione degli strumenti di monitoraggio, relativi all’attuazione delle politiche e degli interventi di orientamento.

di Giulia Boffa – Le linee guida sono state elaborate secondo le indicazioni previste all’art. 4 dell’accordo del dicembre 2012 che prevedeva la costituzione, a livello nazionale, di un gruppo di lavoro interistituzionale sull’orientamento permanente con funzioni di elaborazione di Linee guida di indirizzo generale e di proposte per l’individuazione di standard minimi dei servizi di orientamento e di definizione degli strumenti di monitoraggio, relativi all’attuazione delle politiche e degli interventi di orientamento.

 Le linee guida vogliono essere uno strumento operativo nel quale si esplicita il livello di governance atteso con riferimento agli interventi di orientamento posti in essere a livello territoriale nonché alle azioni e ai risultati previsti. L’idea di base è che l’orientamento assuma "un valore permanente nella vita di ogni persona, garantendone lo sviluppo ed il sostegno nei processi di scelta e di decisione, con l’obiettivo di promuovere l’occupazione attiva, la crescita economica e l’inclusione sociale”; quindi un orientamento permanente che si affianca all’apprendimento permanente quale condizione indispensabile per agire in contesti in continua e rapida evoluzione, sempre più complessi.

La novità più rilevante è l’istituzione di una figura di sistema (tutor) dedicata in ogni istituzione scolastica che si interfacci con gli altri docenti e con la rete di orientamento presente sul territorio, percorsi di formazione specifici per gli insegnanti, maggiore sensibilizzazione e coinvolgimento dei genitori: sono alcuni dei punti cardine.

Le considerazioni di base da cui partono le linee guida mettono al centro:

  • il cambiamento del lavoro e dell’economia
  • il cambiamento dell’orientamento, in risposta alle attuali esigenze della società, della famiglia e della persona
  • il conseguente cambiamento del modo di orientare i giovani da parte degli insegnanti.

Alla scuola è riconosciuto un ruolo centrale nei processi di orientamento dai 3 ai 19 anni: ad essa spetta il compito di realizzare, in maniera autonoma i in rete con altri Soggetti pubblici e privati, attività di orientamento che si sviluppano attraverso:

  • orientamento formativo o didattica orientativa/orientante per lo sviluppo delle competenze orientative di base
  • attività di accompagnamento e di consulenza orientativa, di sostegno alla progettualità individuale, esercitate attraverso competenze di monitoraggio/gestione del percorso individuale.

L’orientamento formativo si realizza nell’insegnamento/apprendimento disciplinare, finalizzato all’acquisizione dei saperi di base, delle abilità cognitive, logiche e metodologiche, ma anche della abilità trasversali comunicative metacognitive, metaemozionali, oppure delle competenze orientative di base e propedeutiche – life skills.

Le attività di accompagnamento servono a potenziare o costruire le competenze di monitoraggio e di sviluppo e si realizzano in esperienze non curriculari/disciplinari. Esse sono condotte dai docenti e aiutano i giovani a utilizzare e valorizzare quanto appreso a scuola per poi operare le scelte necessarie. Si concretizzano in attività di accoglienza ed abituano i ragazzi a "fare il punto" su sé stessi, sugli sbocchi professionali, sui percorsi formativi successivi, sul mercato del lavoro e a trovare una mediazione tra tutte queste variabili. Possono riguardare l’intera classe, piccoli gruppi o singoli.

La scuola quindi è il luogo dove si acquisiscono le competenze orientative di base attraverso:

  • la predisposizione di un curriculo formativo unitario e verticale, che realizzi a vari livelli azioni di orientamento in gradi di recuperare il "valore" del lavoro per la persona e la "cultura del lavoro";
  • un insegnamento finalizzato al valore orientativo delle singole discipline
  • l’erogazione di servizi di orientamento e di attività di tutorato e di accompagnamento
  • la predisposizione da parte di ciascun istituto di un Piano organico inserito nel POF  con l’indicazione degli standard minimi di orientamento. Per questo piano, che dovrà inserirsi in un contesto territoriale più ampio di interventi, di percorsi e di servizi, è necessario definire e analizzare i fabbisogni socio-economici del territorio e dei bisogni delle singole persone. Occorre quindi una sinergia tra la scuola ed altre Amministrazioni locali e Servizi alla cittadinanza.

Ogni scuola, per garantire funzionalità ai processi, deve individuare, già dalla primaria, come ampliamento/specializzazione della funzione docente, specifiche figure con compiti di:

  • organizzare e coordinare le attività interne di orientamento e relazionarsi con il gruppo di docenti dedicati;
  • organizzare e coordinare attività di orientamento mirate per tutti gli studenti, sia quelli in condizione di disagio che quelli maggiormente dotati;
  • confrontarsi continuamente con gli altri attori della rete di orientamento del territorio.

I docenti vanno formati a questo compito attraverso specifici master o moduli sull’orientamento promossi dalle Università in accordo con il MIUR. E’ auspicabile prevedere già nella formazione iniziale degli aspiranti docenti moduli obbligatori sull’orientamento permanente, sulla didattica orientativa, sulle azioni di accompagnamento, sull’importanza della scuola primaria nel successo formativo, sulla conoscenza del mondo del lavoro, sulla cultura del lavoro e sulle techniche di orientamento. Saranno da preferire modalità miste di formazione (in presenza e on line) che utilizzino tecnologie digitali e percorsi comuni anche ad altri operatori per condividere linguaggi e metodologie.

Per garantire la continuità e la trasparenza nei processi, la scuola dovrà documentare:

  • le attività sull’orientamento in specifici archivi (anche via web) disponibili a tutti sia per scambiare informazioni sia per monitorare e valutare;
  • le fasi del percorso scolastico a partire dalla scuola d’infanzia (portfolio ed e-portfolio).

Ogni istituto dovrà coinvolgere le famiglie, che sono corresponsabili nelle azioni di orientamento promosse dalla scuola, per cui a partire dalla scuola dell’infanzia e soprattutto in occasione della scelta della secondaria di secondo grado, dovrà attivare:

  • corsi di formazione rivolti ai genitori, per accompagnare i figli nei percorsi di scelta e di transizione;
  • consulenza psicologica in caso di specifiche esigenze o nei casi di rischio o di abbandono scolastico.

La scuola dovrà poi favorire l’inclusione sociale e la dispersione scolastica attraverso:

  • il potenziamento della collaborazione con il mondo del lavoro nella progettazione e nella valutazione;
  • lo sviluppo di esperienze imprenditoriali di attività autonoma (start up),in collaborazione con le industrie e gli imprenditori, per evidenziare le opportunità occupazionali e sostenere lo spirito di iniziativa dei giovani;
  • la creazione di laboratori di "Career Management Skills" nei contesti scolastici con la presenza di imprenditori;
  • la condivisione di modelli di certificazione delle competenza acquisite ai sensi del decreto legislativo n.13 del 2013;
  • lo sviluppo di stage e tirocini nel percorso formativo della scuola secondaria di secondo grado;
  • la promozione dell’apprendistato, con azioni di informazione e sostegno  ai giovani che scelgono questo percorso;
  • l’individuazione delle migliori pratiche sperimentate con successo.

La scuola inoltre dovrà utilizzare le risorse TIC nelle azioni di orientamento per:

  • garantire a tutti gli studenti l’accesso al web  e a risorse tecnologiche di qualità per favorire l’apprendimento di competenze di orientamento al lavoro;
  • promuovere la formazione dei docenti e di tutti gli operatori scolastici;
  • migliorare la progettazione di strumento di orientamento e comunicazione.

Scarica le linee guida

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione