Orientamento: ingegneria del cibo e Ingegneria della mobilità: nuovi corsi di laurea per l’innovazione e la sostenibilità

di redazione

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Anche quest’anno, dall’indagine AlmaLaurea emerge una certezza ormai di lungo corso: tra le lauree più richieste dal mercato del lavoro troviamo stabilmente quelle dell’ambito ingegneristico.

Infatti, chi riesce a conseguire un titolo di laurea magistrale in Ingegneria riuscirà a trovare lavoro nel 94,4% dei casi, a 5 anni dal conseguimento del titolo, con uno stipendio medio pari a 1.634 euro mensili netti. Numeri davvero importanti, se consideriamo i dati medi che accorpano invece tutte le lauree: a 5 anni dal conseguimento del titolo, in Italia i laureati magistrali lavorano infatti nell’88,6% dei casi, percependo uno stipendio medio di 1.418 euro.

A cosa si deve quest’eccellente performance del settore ingegneristico? Senza dubbio a vari fattori, tra cui possiamo citare a titolo esemplificativo:

  • la capacità dei saperi ingegneristici di adattarsi alla contemporaneità, rispondendo alle esigenze del mondo attuale e talvolta anticipando le domande del futuro;
  • l’ampiezza dei loro campi di applicazione, e la loro versatilità;
  • la stretta connessione tra le competenze trasmesse durante il corso di studi e quelle richieste dalla imprese.

In tal senso, non è un caso che gli Atenei italiani inaugurino nuovi corsi di laurea in Ingegneria in ragione delle mutate condizioni del sistema economico e produttivo, e anche per rispondere alle esigenze esibite dal mondo del lavoro. È il caso, per esempio, di due corsi di laurea magistrale che saranno attivati a partire dal prossimo anno accademico presso il Politecnico di Milano:

  • Il corso di laure magistrale in Ingegneria della mobilità (Mobility engeneering), pensato per formare professionisti in grado di gestire la mobilità e la logistica nella movimentazione di merci e persone, in base all’imperativo sempre più stringente della sostenibilità, della sicurezza e dell’efficienza.
  • Il corso di laurea magistrale in Ingegneria del cibo (Food engeneering), che ha lo scopo di formare profili professionali capaci di innovare la filiera di produzione industriale del cibo tramite l’ideazione di processi sostenibili di produzione e distribuzione, la progettazione di macchine innovative e maggiormente efficienti e la gestione di sistemi di qualità e certificazione per la sicurezza alimentare.

In entrambi i casi, con l’occhio attento all’internazionalizzazione dei profili in uscita, i nuovi corsi di laurea magistrale si svolgeranno completamente in lingua inglese. Ulteriore valore aggiunto di questi innovativi percorsi di formazione, è il fatto che siano stati pensati dall’Ateneo milanese in collaborazione con importanti aziende dei rispettivi settori, aziende in cui gli studenti e le studentesse potranno svolgere tirocini professionalizzanti, per un contatto diretto e virtuoso con il mondo del lavoro e le sue dinamiche.

Insomma, chi ha intenzione di svolgere i suoi studi universitari in Ingegnera oggi ha due nuove possibilità che, è facile immaginare, spianeranno in uscita la strada d’ingresso nel mercato del lavoro.

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