Orientamento: incentivi nel Mezzogiorno per giovani

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Orientare i giovani verso il mercato del lavoro o verso un percorso di studi che intercetti le proprie aspettative formative richiede diverse capacità. Non occorre elencarle tutte, ma come più volte ricordato in precedenti post, orientare vuol dire anzitutto affiancare un giovane nel momento in cui è chiamato una scelta sicuramente importante (anche se non decisiva), fornendogli delle coordinate chiare per muoversi nel mercato del lavoro o nel vasto mondo della formazione.

La conoscenza del territorio e di tutto ciò che offre, sia sul piano occupazionale che formativo, è sicuramente un punto di partenza di non poco conto. Perché se la mobilità territoriale rappresenta uno degli aspetti più marcati del modo in cui le giovani generazioni si approcciano al mercato del lavoro e ai circuiti formativi, guardando “altrove” (per scelta o per scarsità di opportunità) rispetto al territorio di provenienza, sapere che ci sono risorse e strade che permettono di “restare” invece che “partire” rappresenta un’informazione che può condizionare scelte, percorsi e, ad esempio, strategie di ingresso nel mondo del lavoro. Soprattutto se guardiamo al Sud e a tutti quei giovani che vorrebbero restare e trasformare in lavoro le proprie aspirazioni e trasformare un’idea in un’attività di impresa.

Proprio su questo tema, lo scorso 27 novembre sono state presentate a Napoli le ultime misure prese dal Governo a favore dei giovani meridionali. Stiamo parlando di “Resto al Sud” e “Banca delle terre”.

Resto al Sud

Questa prima misura rappresenta un incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno. La dotazione finanziaria complessiva è di 1.250 milioni di euro e sarà possibile presentare le domande dal 15 gennaio 2018. Obiettivo? Resto al sud – ha spiegato Arcuri – “è un ulteriore contributo allo sviluppo del Sud, (…) dedicato in particolare ai giovani che possono intraprendere e non soltanto sognare di creare una propria piccola e media impresa (…)”. Con questo scopo è stata sviluppata una misura che prevede agevolazioni rivolte a giovani tra 18 e 35 anni residenti nelle seguenti regioni:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili per l’avvio di attività di produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria e la fornitura di servizi. Consiste in un:

  • contributo a fondo perduto del 35% dell’investimento complessivo;
  • finanziamento bancario del 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le Piccole Medie Imprese (PMI).

Banca delle terre agricole

La seconda misura sostiene, invece, iniziative volte a valorizzare e riqualificare i beni non utilizzati nelle regioni del Mezzogiorno. Le regioni coinvolte sono le stesse individuate nel primo intervento (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). L’idea è affidare terreni abbandonati, incolti ed aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo a giovani intenzionati ad avviare imprese agricole per produzioni di qualità. Uno stimolo ad un settore, quello dell’agricoltura, che in Italia sembra non conoscere crisi. L’ultimo rapporto della Coldiretti pubblicato a giugno 2016 testimonia di un boom delle aziende agricole. Come aveva spiegato il presidente della Coldiretti Sergio Marini qualche anno prima, “in agricoltura il lavoro c’è sia per chi vuole seriamente intraprendere con iniziative innovative, come dimostra l’aumento del 4,2% nel numero di imprese individuali condotte da under 30. Insomma, un settore che offre opportunità per mettersi in proprio o per cercare un’occupazione nelle diverse professionalità collegate alla filiera, che vanno ben oltre i servizi e prodotti tradizionali collegati all’attività di coltivazione e allevamento. Negli ultimi tre anni sono aumentate di 6 volte le aziende che producono energie rinnovabili  (+603%), sono raddoppiate quelle che trasformano direttamente i loro prodotti (+97,8%) e sono cresciute in modo esponenziale quelle che lanciano altre attività innovative: fattorie didattiche, centri benessere legati alle tradizioni rurali, aziende agricole specializzate in recupero degli scarti. Un trend che la leva della Banca delle terre agricole intercetta offrendo ulteriori possibilità di sostegno e sviluppo.

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