Orientamento. Gli istituti tecnici preparano al lavoro: uno studente su due lo trova subito

di redazione
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Gli istituti tecnici permettono di trovare lavoro molto presto. A un anno dalla maturità, infatti, il tasso di occupazione dei ragazzi tocca il 46,9% (oltre il 30% lavora e basta), con punte che arrivano al 57,6% nell’indirizzo elettronica ed elettrotecnica.

A superare il 50% sono anche i periti usciti, sempre da 12 mesi, dagli altri indirizzi tecnologici e pure il percorso economico-turistico si attesta su un significativo 50,6 per cento.

Ogni anno ci sono circa sessantamila figure professionali che le aziende fanno fatica a trovare: dal meccanico al geometra, dall’agroindustria al tessile-moda, passando per l’informatica e il marketing; si potrebbe rimediare a quel 37 per cento, percentuale italiana di disoccupazione giovanile.

Riformati nel 2010 dall’ex ministro Mariastella Gelmini, oggi gli istituti tecnici sono strutturati in due settori (Economico e Tecnologico) e suddivisi in complessivi 11 indirizzi.

Non sono più considerate scuole di “serie B”: anche gli ultimi dati Ocse-Pisa, presentati giorni fa dall’Invalsi, hanno riconosciuto i buoni livelli di competenza raggiunti dagli studenti “tecnici”, specie in matematica e nelle regioni settentrionali. Dopo il diploma, l’università non è mai preclusa e nello stesso tempo offrono una formazione professionalizzante utile alle aziende.

Inoltre, i contratti offerti ai ragazzi in un caso su cinque sono di natura stabile (a carattere formativo, ma anche a tempo indeterminato).All’inizio lo stipendio non è molto alto, va dagli 800 ai poco più di mille euro, ma in prospettiva, con l’aumento della specializzazione e dell’esperienza, potrà portare a stipendi più alti.

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