Orientamento: donne, lavoro e discipline scientifiche. Colmare a scuola il gap con gli uomini

di redazione

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Il mondo delle professioni italiano, soprattutto in alcuni comparti, è purtroppo ancora caratterizzato da un’odiosa separazione dei generi.

Le donne, infatti, oltre ad avere salari medi più bassi degli uomini (a parità di ruolo ricoperto) e oltre ad avere maggiore difficoltà di accesso alle posizioni più elevate nelle gerarchie del lavoro, sono anche decisamente sottorappresentate in alcuni settori dall’elevato profilo che tradizionalmente vengono ancora considerati appannaggio dei soli uomini.

Parliamo in particolar modo delle cosiddette discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), in cui il predominio maschile è sfortunatamente ancora la norma, in Italia e non solo.

La difficoltà di accesso alle discipline STEM da parte delle donne è un dato ancora preoccupante poiché contribuisce a incrementare quella distanza in termini salariali e di posizioni apicali (e generalmente occupazionali) che intercorre tra i due generi. Basti pensare che lauree STEM come quelle in Ingegneria e nelle discipline informatiche (su tutte quella in Sicurezza informatica) sono nel nostro Paese tra le lauree che fanno trovare prima lavoro e con guadagni più alti, secondo quando suggerisce l’indagine annuale AlmaLaurea.

Per contrastare questa tendenza ancora vigente nel nostro Paese, vengono spesso messe in piedi iniziative di vario genere da parte di entri pubblici e privati intenzionati a stimolare e promuovere, soprattutto nei più giovani, l’occupazione femminile in settori in cui la supremazia maschile è ancora regola.

È il caso del concorso “STEM: plurale femminile”, indetto dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione del MIUR. Si tratta di un concorso dedicato a studentesse e studenti delle scuole italiane del I e II ciclo di istruzione e ideato esattamente con lo scopo di contribuire a creare una cultura in grado di colmare il divario maschio-femmina nelle discipline STEM.

Per partecipare al concorso, infatti, è richiesto ai giovani e alle giovani di riflettere, con diverse modalità espressive (video, saggio scritto o presentazione in immagini e slides), sulla questione fin qui dibattuta, ponendo particolare attenzione al lavoro di donne esemplari nelle discipline STEM e alle cause/conseguenze della difficoltà di accesso delle donne alle discipline scientifiche e tecnologiche.

I progetti che si aggiudicheranno la vittoria, garantiranno alle scuole un premio in denaro pari a 1.000 euro, che potrà essere utilizzato per progetti di formazione dedicati al tema della parità di genere e del contrasto alla violenza sulle donne (qui informazioni più dettagliate sul concorso “STEM: femminile plurale”).

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