Orientamento delle scuole superiori: docenti come venditori di fumo. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Inviato da Alberto Villani – Inizia, come ogni anno, il periodo di irrefrenabile tensione dovuto alla scelta della scuola secondaria di II grado, da parte dei nostri alunni delle scuole medie.

Gli alunni di terza media: alunni che sognano, alunni che aspirano, alunni che si accontentano, alunni che non hanno minimamente idea. Poi ci sono i genitori degli alunni di terza media: genitori realisti, genitori illusi, semplicemente genitori. In mezzo abbiamo i professori degli alunni di terza media: professori che si districano tra alunni confusi, genitori illusi e professori delle scuole superiori che si occupano di orientamento.

E proprio di questi voglio parlare. Dei professori delle scuole superiori che, da adesso fino a febbraio si trasformeranno in venditori di fumo. Premono per andare in tutte le scuole e per più tempo possibile. Non gliene frega niente che i docenti delle scuole medie perdano giornate intere di lezione (lamentandosi poi che gli alunni arrivano alle superiori con grosse lacune). Loro devono andare nelle scuole medie almeno una volta, se non due o tre.

I venditori di fumo spacciano le loro scuole come quelle che daranno la possibilità di trovare subito lavoro dopo il diploma. Tutte. Non una di meno. Se l’ISTAT calcolasse i dati sull’occupazione dopo il diploma, da quelli forniti durante gli open day, risulterebbe che il 100% dei diplomati italiani trova subito lavoro.

Loro devono acquisire clienti, non alunni da formare. Se un alunno è bravo nelle lingue straniere o nelle materie letterarie ma ha grosse lacune in ambito matematico-scientifico e tecnologico, i professori degli istituti tecnico-scientifici fanno di tutto per accaparrarselo. Viceversa, se è bravo in ambito scientifico e non dice una parola in italiano o ha grosse lacune nelle lingue straniere, allora i professori del classico o del linguistico premono per averlo con loro. Perché non è un alunno, ma un numero che porta più soldi alla scuola e evita di perdere cattedre nella stessa.
Insomma, i nostri carissimi colleghi referenti dell’orientamento per le scuole secondarie di secondo grado, più che orientare gli alunni, li disorientano e a me questo fa un po’ schifo e se fossi in loro, un po’ mi vergognerei.

Lasciate scegliere i ragazzi in base alle loro competenze e aspettative, col consiglio dei docenti delle scuole medie e il supporto delle famiglie. Vedrete che quasi tutti faranno la scelta giusta, come la facemmo noi quando non esistevano gli open day ed i docenti delle scuole superiori non si travestivano da Vanna Marchi.

Versione stampabile
anief anief
soloformazione