Orientamento al lavoro: usare il personal branding con smartphone e tablet

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Muoversi nel mercato del lavoro non è facile, soprattutto quando, una volta terminato il ciclo di studi superiore, ci si mette alla ricerca di un’occupazione in linea con le proprie inclinazioni e aspirazioni professionali.

Da dove partire? E cosa consigliare a tutti quei giovani che si affacciano per la prima volta sul mercato del lavoro?

Un buon percorso di orientamento al lavoro si compone perlomeno di due momenti chiave:

  • canali di ricerca delle opportunità di lavoro
  • definizione del personal branding

Per quanto riguarda il primo aspetto, se da un lato i canali tradizionali di incrocio domanda-offerta di lavoro legati alle reti informali (conoscenze, amicizie e parentele) sembrano resistere, dall’altro chi offre opportunità di lavoro lo fa sempre di più sfruttando da Internet. Molte aziende affidano alla rete il compito di operare una prima scrematura nelle proprie campagne di reclutamento, e chi cerca lavoro dovrà dunque sapersi orientare all’interno del Web utilizzandone a proprio vantaggio tutte le possibilità.

Proviamo a soffermarci sul secondo aspetto: come valorizzare le esperienze di studenti e studentesse affinché i datori di lavoro li scelgano? Si può fare lavorando sul personal branding: un percorso di orientamento volto a definire i punti di forza dei giovani, individuando cosa comunicare di sé, come farlo, con quali mezzi.

I presupposti del Personal Branding

Il primo passo da compiere è semplice: partire dal bagaglio di conoscenze e competenze del giovane, valorizzandone tutte le esperienze maturate nel personale percorso di formazione. Bisogna fare in modo che i ragazzi e le ragazze siano consapevoli di ciò che hanno appreso studiando e ma anche di ciò che hanno imparato in tutte quelle occasioni di “vita quotidiana” in cui hanno dovuto, in prima persona, risolvere un problema, scoprendo di avere qualità personali che non credevano di possedere. Pertanto, l’obiettivo principale in un percorso di orientamento è fare in modo che la varietà e la ricchezza del percorso di “vita” dei giovani possano emergere come risorse da spendere sul mercato del lavoro.

Ecco, mettere in rilievo aspetti come questo vuol dire lavorare sul personal branding del giovane, ovvero sulla capacità di promuovere e comunicare in modo serio, competente, interessante e semplice il suo profilo professionale, rendendolo appetibile anche per quei datori di lavoro che, come detto in apertura, sempre più spesso ricercano figure professionali attraverso la rete.

Come continuare?

Con la stesura di una lettera di presentazione in cui raccontare al potenziale datore di lavoro le proprie caratteristiche personali, soprattutto quelle che oggi in molti ricercano: capacità di problem solving, inclinazione al lavoro di gruppo, dinamicità, curiosità

È necessario, poi, riportare con un linguaggio diretto, semplice e chiaro il proprio percorso di formazione e le proprie (eventuali) esperienze di lavoro. È importante che nella descrizione emerga con forza la consapevolezza delle scelte formative fatte, mostrando la coerenza con il proprio progetto professionale rappresenta un punto di forza da evidenziare, mettendo l’accento sulle competenze e le conoscenze acquisite.

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