Orgogliosi di essere docenti, malgrado tutto! Lettera

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Inviato da Giuseppe Scafuro – Una doverosa risposta all’attacco sferrato oggi da Curzio Maltese ai docenti sulle pagine de “ Il Venerdì”, supplemento settimanale del quotidiano più venduto in Italia , La Repubblica di Scalfari.

In un articolo dal titolo “ Lezioni di italiano”, corredato dall’eloquente immagine di un’aula con dei banchi rivolti verso una lavagna su cui è scritto “Abbasso la scuola”, si legge che i professori italiani non fanno altro “ che annoiare gli studenti con cammei di poeti con la testa cinta di lauro”. Il percorso scolastico vi è descritto come un viaggio in cui- cito testualmente- “ il ragazzo ha imparato a detestare la letteratura e la tortura del tema ed è diventato un perfetto ipocrita che cura soltanto le pubbliche relazioni con il corpo docente oppure un rompicoglioni ribelle” . “ Per fortuna- continua Maltese- alcuni sopravvivono a tutto questo e diventano dei grandi professionisti malgrado la scuola”. Proprio così, “ malgrado la scuola”!Visione non solo ingenerosa, offensiva e inaccettabile, ma anche stereotipata, erronea nel merito ( forse Maltese ignora che il tema è stato ormai abolito da più di vent’anni) e soprattutto ingiusta di un mondo, quale quello della scuola , variegato quanto quello del giornalismo e della politica a cui Maltese appartiene. Sparare a zero sulla scuola è altrettanto ingiusto che prendersela, in generale, con i politici e i giornalisti, facendo di tutta l’erba un fascio: come se uno volesse giudicare il giornalismo italiano dalle amenità che con molta disinvoltura siamo abituati a leggere proprio sul giornale per il quale Maltese scrive! Ricordiamo a mo’ di esempio l’articolo del direttore che parlava di Platone e Aristotele vissuti nel III secolo o di un’altra nota firma ( Michele Serra) che disquisiva di Galeazzo Ciano “cognato” di Mussolini.

Per non parlare poi del solito refrain cui ricorre il giornalista quando scrive di una” profonda e solida riforma scolastica” che dovrebbe rimettere le cose a posto : ma non si capisce bene in cosa dovrebbe consistere questa riforma panacea di cui , per la verità, nulla viene detto.
Nella scuola italiana tanti docenti fanno silenziosamente il loro dovere con senso di responsabilità e dedizione, contribuendo alla crescita culturale e civile dei nostri futuri cittadini, percependo stipendi tra i più bassi d’Europa, assolutamente non paragonabili a quello di un giornalista nonché europarlamentare come Maltese. Un’ultima osservazione.

Nell’articolo si legge: “La grande letteratura è in gran parte anti italiana : Dante e Petrarca, Machiavelli e Guicciardini, Belli e Porta, Leopardi e Manzoni, Pisacane e Collodi, Svevo, Gadda, fino a Calvino, Landolfi e Pasolini, una sfida secolare all’opportunismo dell’intellettuale di corte”. Cosa ci faccia il nome di un patriota come Pisacane in un elenco di autori della letteratura italiana non è dato sapere, così come non è dato sapere come sia possibile definire anti italiana la produzione di un Dante( sic!), di un Manzoni, che auspicava l’Italia “una d’arme, di lingua, d’altar/ di memorie, di sangue e di cor”, o di un Machiavelli che conclude “ Il principe” con alcuni famosi versi petrarcheschi (“ virtù contra a furor prenderà l’arme e fia il combatter corto che l‘antico valor negl’italici cor non è ancor morto”)molto cari ai patrioti del nostro Risorgimento. Forse le “ lezioni di italiano” a cui si riferisce il titolo sono quelle che dovrebbero tornare a frequentare certi giornalisti italiani immemori degli studi fatti.

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