Orgogliosamente insegnante: immeritevole ma splendido lavoro. Lettera

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Inviata da Antonella Currò – No io non corrispondo affatto ai criteri di merito del bravo insegnante…rileggendoli ho scoperto che ahimè non ho alcuna speranza di ricevere l’agognato bonus poiché non ho alcun merito e sono una pessima docente.

Non uso ossessivamente le TIC in quanto funzionano a giorni alterni o non esistono proprio, mi sporco ancora trogloditicamente le mani e i vestiti di gesso (a volte comprato da me).

Non applico le metodologie più modaiole limitandomi a svolgere la mia noiosissima lezione frontale in modo diverso da classe in classe adottando e adattando il metodo alle diverse esigenze affinché sia efficace…non saprei però dargli un nome trendy…flipped cooperative learning??? Boh, mi importa solo che funzioni.

Non faccio il saltimbanco per coinvolgere i sonnacchiosi e catatonici alunni reduci da estenuanti sessioni di Fortnite ma mi limito a spiegare mille volte finché anche i banchi non hanno capito…cerco di incrociare almeno una volta quei 54 occhi per dedurre a che livello di attenzione e comprensione siamo e prendere gli opportuni provvedimenti.

Non adotto fantascientifiche metodiche inclusive se non l’obsoleta empatia e l’esperienza professionale che tentano di dare un’anima anche alla più arida mappetta concettuale, concessa solo nei casi veramente necessari e non come scorciatoia sanatoria per dribblare il problema o ospedalizzare bambini normalissimi.

Non partecipo e non propongo accattivanti progetti da marketing aziendale…mi limito a passare i pomeriggi alla ricerca di materiali e attività coinvolgenti atti a rendere la lezione meno pesante e più interattiva…semplicemente non definisco le mie iniziative con burocratiche denominazioni e corrispettivi economici …le faccio e basta, se funzionano le ripropongo altrimenti le casso.

Non sono presenzialista a tutti i corsi di (de)formazione professionale…ho fatto quelli che mi servivano per imparare cose nuove e per il resto mi fido dell’esperienza maturata in 25 anni in classe….non ho bisogno che un esperto di una scuola polo della Val d’Aosta venga a dirmi che se si dispongono i banchi a isole tutto viene meglio…peccato che le nostre aule siano così affollate e malridotte che l’unica isola possibile è quella che non c’è.

Non collaboro nemmeno alla gestione dell’azienda poiché da anni rifiuto ogni incarico gratuito o malpagato e mi limito a fare volontariamente ciò che mi piace e ritengo necessario per i miei alunni..

Insomma la mia vita scolastica è noiosamente con e per la classe, un legame esclusivo che difendo con le unghie e con i denti da chiunque voglia invaderlo con iniziative di marketing aziendale…io coltivo menti non pomodori e aborro ogni sistema produttivo calato a forza su questa realtà ancora così splendidamente umana.

Pazienza se non avrò mai la mia medaglia, se sentirò ripetermi ogni giorno che sono arcaica…finora nessun mio alunno si è lamentato di me… lasciatemi fare in pace il mio immeritevole ma splendido lavoro.

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