Organico potenziato nell’infanzia, si parte dalla Puglia

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“La Giunta Regionale ha approvato il nuovo avviso Diritti a Scuola, un investimento importante pari a 30 milioni di euro.

Quest’anno la novità principale è che Diritti a Scuola si rivolge anche agli alunni di scuola dell’infanzia, una proposta lanciata dalla UIL e una  battaglia condotta sino all’ultima riunione per aumentare il numero di progetti ammissibili alla sperimentazione.

Inoltre, la misura che prevede l’introduzione dell’organico potenziato nella scuola dell’infanzia potrà dare alla scuola pugliese, maltrattata e penalizzata ripetutamente dalla Buona Scuola governativa, quella marcia in più di cui necessita”.

Gianni Verga, Segretario generale della UIL Scuola Puglia, commenta con soddisfazione l’approvazione dell’avviso Diritti a Scuola, da mesi al centro delle lotte sindacali della UIL, in quanto progetto “indispensabile per curare, almeno in parte, le ferite della riforma della scuola imposta dal Governo Renzi”.

“Altra novità – prosegue Verga – riguarda l’introduzione della lingua straniera a scelta.

Confermate le altre misure relative all’italiano, matematica e materie tecnico professionali, nonché lo sportello di ascolto, quale supporto di carattere psicologico, di mediazione interculturale, cittadinanza attiva e di orientamento ai percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Non si ha, invece, prosegue Verga, alcuna notizia sull’esito della interlocuzione politica per il riconoscimento del punteggio ai nostri precari pugliesi “usa e getta” che versano in situazioni molto drammatiche. Le immissioni in ruolo nel corrente anno scolastico, conclude Verga,  sono state assolutamente insufficienti rispetto alle reali necessità, il 100% dei posti disponibili è stato utilizzato per la sola mobilità e le assegnazioni provvisorie. I  posti in deroga concessi alla Puglia avrebbero  potuto consentire l’immissione in ruolo di gran parte dei vincitori del concorso 2016 e dei precari storici delle GAE.

La nostra regione è la più penalizzata da una modalità di gestione degli organici assurda e iniqua. E non è una novità. La così detta Buona Scuola ha portato in dote un saldo, in Puglia, pari a meno 500 posti, peggior risultato d’Italia. Senza dimenticare che centinaia di docenti inseriti nelle GAE o vincitori dell’ultimo concorso sono rimasti senza il legittimo, atteso ruolo”.

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