Organico potenziato, in arrivo una seconda nota di chiarimento del Ministero. I nodi da sciogliere

di Anselmo Penna
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In arrivo una seconda nota di chiarimento da parte del Ministero relativamente all’utilizzo delle ore di potenziamento nelle scuole. Molti i nodi da sciogliere.

Come vengono utilizzati i docenti che coprono le ore di potenziamento nelle scuole? Molte le segnalazioni da parte di utenti e sindacati circa un cattivo utilizzo. Quali sono le cause? Alcune sono imputabili a livello amministrativo, altri a livello di scuole.

Nel primo caso, la necessità di svuotare le graduatorie ad esaurimento ha costretto ad una assegnazione a volte casuale dei docenti alle scuole. Istituti che avevano progettato per potenziare laboratori o discipline specifiche legate al proprio piano di studi, si sono visti recapitare docenti di tutt’altra disciplina: dalla scenografia al trattamento testi. Stesso meccanismo si è innescato relativamente alle operazioni di mobilità, con l’individuazione e l’assegnazione delle cattedre alle scuole più per esigenze di organici e per evitare soprannumerari che per esigenze legate ad un reale potenziamento dell’offerta formativa.

A ciò si aggiungono altri fattori di ambiguità gestionale che hanno creato le condizioni per un cattivo utilizzo dell’organico potenziato. In primis l’inserimento nella legge 107, al comma 85, della possibilità di utilizzare l’organico dell’autonomia anche per le supplenze fino a 10 giorni. Una norma deleteria animata dalla spinta ad utilizzare l’organico a disposizione per risparmiare sulle supplenze brevi, che si è tradotta, in molte scuole, in una tendenza ad utilizzare, se non molta parte, la totalità delle ore di potenziamento per coprire le supplenze brevi.

Qui entriamo nel secondo dei motivi del cattivo utilizzo delle ore di potenziamento, con scuole che non hanno progettato o hanno lasciato i progetti su carta, trasformando i docenti in una sorta di pronto soccorso supplenza, senza un orario definitivo e in perenne disponibilità della scuola.

Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto e-mail di docenti costretti a trovarsi un impiego durante quelle ore nelle quali non c’erano supplenze da coprire, magari bussando alle porte dei colleghi per chiedere se avessero bisogno di una mano d’aiuto.

Molte, inoltre, le segnalazioni di docenti utilizzati in insegnamenti per i quali non hanno i titoli, dal sostegno al personale delle scuole secondarie di I grado utilizzato alla primaria. Purtroppo abbiamo ricevuto e-mail anche da parte di docenti utilizzati nelle segreterie.

Se da un lato i dirigenti più ligi ed interessati ad un reale miglioramento dell’offerta formativa si sono trovati a lottare con le ambiguità e i limiti nell’amministrazione di queste ore, in altri casi è mancato l’interesse a utilizzare proficuamente le professionalità a disposizione.

In entrambi i casi, il rischio è di creare una categoria di docenti scontenti del proprio lavoro, demoralizzati e disinteressati. Una via che ci  sembra ben lontana rispetto a quelle che erano le intenzioni che hanno animato la legge di riforma.

Ci viene anche chiesto di ribadire che l’orario di servizio (che può essere sia diurno che pomeridiano, a seconda i progetti) dei docenti di potenziamento con cattedra intera non può svolgersi in meno di 5 giorni a settimana, alla pari dei colleghi che insegnano su cattedra.

Orario in non meno di 5 giorni a settimana anche per i docenti del potenziamento

E ancora, la questione del codice meccanografico.

Docente titolare su scuola non può essere spostato su sede con codice meccanografico diverso, neanche per il potenziamento

Un panorama per certi versi disarmante al quale il Ministero cercherà di dare ordine con la pubblicazione a breve di una nota di chiarimento sull’utilizzo delle ore di potenziamento. Questo è quanto ci è stato riferito, augurandoci che le ombre vengano dissipate e le scuole recepiscano correttamente le indicazioni.

Per casi di cattivo utilizzo dell’organico potenziato, scrivi a [email protected] anonimato se richiesto

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